in crisi il comparto delle materie prime
Wall Street non ama chi perde la testa
Fannie Mae e Freddie Mac in deciso ribasso, come Urban Outfitters, tutte a causa di un'uscita di scena dei vertici aziendali. Bene First Solar
Wall Street torna prudente ma senza grandi patemi, col Dow Jones che a fine giornata chiude a -0,10%, mentre l’S&P500 resta a +0,03%, il Nasdaq recupera lo 0,31% (semiconduttori: +0,42%) e il Russell 2000 chiude a +0,33%.
Tra i singoli titoli perdono pesantemente quota Fannie Mae e Freddie Mac dopo che anche il Ceo della prima, Mike Williams, ha fatto sapere che cesserà dal suo incarico nel corso dell’anno, decisione che fa il bis con quella già annunciata dal suo omologo ai vertici dell’agenzia sorella, Ed Haldeman, e che conferma la situazione difficile in cui entrambe continuano a muoversi nonostante il salvataggio governativo operato oltre tre anni or sono dall’allora segretario al Tesoro Henry Paulson.
Pesante anche Urban Outfitters (-18% sempre per l’uscita di scena del numero uno aziendale, Glen Senk, in questo caso peraltro subito sostituito dal co-fondatore e presidente Richard Hayne), come pure Supervalu (-12%), mentre cali più contenuti segnano tra gli altri Cabot Oil and Gas, Southwestern Energy, Range Resources e molti titoli delle materie prime, oltre a Goodyear Tyre, la cui presentazione ieri nel corso della Deutsche Bank global auto conference ieri ha deluso gli analisti. Segno più, invece, per First Solar, Sears Holdings, Life Technologies, Lennar e Genworth Financial.
Da parte loro i T-bond vedono il rendimento del decennale calare all’1,91% (dall’1,97% di ieri) mentre quello del trentennale è al 2,97% (dal 3,03%) dopo che l’ultimo Beige Book della Federal Reserve, diffuso nella parte finale della seduta, ha confermato che prosegue una crescita a passo moderato dell’economia Usa ma anche il permanere di una situazione ancora debole sul fronte delle assunzioni. Infine l’oro si porta a 1642,30 dollari l’oncia (10,7 dollari più della vigilia), l’argento risale a 29,93 dollari (1,07 dollari di guadagno) e il petrolio è fissato sui 101,05 dollari al barile, 1,13 dollari sotto i livelli dell’ultima chiusura.


