t-bond in frazionale rialzo
Wall Street prudente, l'Iran infiamma il petrolio
Oro nero sopra i 100 dollari al barile in seguito alle minacce di un blocco dello stretto di Hormuz. Tra i singoli titoli brillano Tiffany e Gap, tonfo per Sears Holdings
Wall Street non si sbilancia al rientro dalla breve pausa natalizia e in una seduta tipicamente di fine anno con scarsi volumi e operatori prudenti vede il Dow Jones chiudere a -0,02%, mentre l’S&P500 resta a +0,01%, il Nasdaq recupera lo 0,25% (semiconduttori: -0,16%) e le small cap del Russell 2000 guadagnano lo 0,45%. In una giornata che ha visto solo un dato macro (l’indice S&P/Case-Shiller relativo ai prezzi delle 20 maggiori città Usa, in calo dell’1,2% in ottobre, ovvero del 3,4% su base annua) l’attenzione si è concentrata sui singoli titoli.
Così Sears Holding è risultata la peggiore con un calo superiore al 27% dopo la notizia di vendite natalizie deludenti e l’annunciata chiusura di 100-120 negozi a insegna Sears e Kmart. Male anche Computer Sciences, Whirpool, Walgreen e First Solar, tutte in rosso tra i 5 e i 9 punti a testa, mentre recuperano terreno Mead Johnson Nutrition, dopo le vendite della scorsa settimana, International Game Technology, Tiffany, Wynn Resorts e Gap.
I T-bond oscillano per tutta la seduta attorno ai livelli di venerdì e vedono il rendimento del decennale chiudere al 2,01% (dal 2,02%) e quello del trentennale al 3,03% (dal 3,06%), mentre l’oro cala sui 1594,50 dollari l’oncia (11,5 dollari meno di venerdì), l’argento viene indicato sui 28,66 dollari (1,46 dollari di calo) e il petrolio si porta a 100,25 dollari al barile (1,57 dollari di guadagno), sulla minaccia iraniana di bloccare il transito delle petroliere per lo stretto di Hormuz in caso di embargo occidentale.


