tra le valute è interessante la corona norvegese
A Pimco e Swisscanto le misure annunciate non bastano
Nonostante il recupero dei listini azionari in questi giorni gli esperti delle due case d'investimento restno molto prudenti sulle prospettive di azioni e bond europei
Niente da fare: neppure l’annuncio dato Angela Merkel e Nicolas Sarkozy al termine dell’incontro bilaterale di Berlino di ieri relativo alla presentazione al G20 del 3 novembre prossimo di una bozza di intesa per ricapitalizzare le maggiori banche europee smuove i gestori obbligazionari, nonostante l’entusiasmo mostrato dai mercati azionari che come già da qualche giorno anche oggi proseguono il rimbalzo tecnico sia pure con qualche incertezza proprio nel comparto creditizio a causa dell’annunciato salvataggio di Bank Proton che fa perdere nettamente quota agli altri maggiori istituti greci ma anche ad alcune tra le banche più esposte verso l’Est e il Sud d’Europa come le austriache Erste Bank e Raiffeisen Bank International.
In particolare, come riferisce l'agenzia Bloomberg, secondo Andrew Balls, a capo del portafoglio obbligazionario europeo di Pacific Investment Management Co. (Pimco, società che gestisce il maggior fondo obbligazionario al mondo) gli sforzi fin qui fatti dalle autorità europee per rassicurare i mercati obbligazionari restano insufficienti ed è quindi prematuro tornare ad acquistare titoli di stato di Eurolandia.
Conclusioni simili per gli uomini di Swisscanto che in una nota diffusa oggi sottolineano come i timori che la crisi del debito europea possa subire una escalation continuano a pesare sui mercati. Nonostante le valutazioni “molto vantaggiose” soprattutto delle azioni europee, gli esperti rimangono “prudenti a causa delle forti incertezze economiche e politiche”. Le misure adottate finora “non sono sufficienti, perché non si tratta più solo della Grecia ma di impedire un allargamento delle situazioni critiche” spiegano gli esperti notando come trattandosi anche di una crisi della crescita e della competitività, “risultano insufficienti gli interventi di risparmio (promossi dai governi europei, ndr) che non vengono accompagnati da misure aggiuntive per favorire la crescita”.
Tra le valute gli uomini di Swisscanto ora privilegiano la corona norvegese “che rispetto al franco svizzero è sottovalutata” e gode di dati economici fondamentali “eccellenti”. Anche la corona danese sembra interessante perché contiene una componente di garanzia nel caso di una rottura dell’Unione Monetaria.


