si sta iniziando a fare sul serio
Analisti: un rinvio del vertice Ue è possibile
Per gli uomini di Banca Aletti le divergenze tra Francia e Germania restano consistenti. Più ottimista Alessandro Fugnoli (Kairos Partners)
Sembrano essere stati buoni previsori gli analisti di Banca Aletti (gruppo Banco Popolare) che stamane in un report si dicevano scettici circa la possibilità che si ad una soluzione alla crisi del debito sovrano dei periferici europei nel breve periodo. “A meno di sorprese, positive, è poco probabile che dalla riunione di domani e sabato dei ministri finanziari e da quella di domenica dei leader dell’Eurozona, si esca con delle decisioni risolutive” spiegavano gli esperti, troppo ampie essendo ancora le divergenze emerse “soprattutto per quanto riguarda l’ammontare del contributo privato al secondo bail-out” greco.
Così non sorprende che oggi pomeriggio una voce rilanciata dal quotidiano tedesco Die Welt sottolinei come il governo tedesco non escluderebbe la possibilità di far slittare l’incontro di domenica proprio per cercare di appianare le divergenze tra Berlino, Parigi e la stessa Bce in merito al grado di leva finanziaria da utilizzare e al ruolo del fondo Efsf, che Parigi vorrebbe potesse rivolgersi ai finanziamenti della Bce come se fosse una banca, mentre la Bce stessa e la Germania non paiono ancora disposte ad appoggiare questa soluzione preferendo l’ipotesi che l’Efsf utilizzi i propri fondi residui (270 miliardi di euro circa) per garantire un primo 20%-25% di perdite legate all’eventuale default di Atene.
Inoltre Berlino che insiste sulla necessità di un “haircut” del rimborso dei titoli di stato greci superiore al 21% sinora concordato (sia pure sempre su base volontaria). Ipotesi quest’ultima che non piace a Parigi a causa della maggiore esposizione delle proprie banche (più levereggiate di quelle tedesche).
Divergenze anche maggiori sono quelle relative alla ricapitalizzazione delle banche; la Ue, ricordavano gli uomini di Banca Aletti, “ha fatto sapere ieri che la ricapitalizzazione delle banche ammonterebbe a circa 100 miliardi di euro, la metà di quanto emerso dall’analisi del Fondo monetario internazionale e inferiore di circa 160 miliardi di euro alla stima degli analisti”.
In conclusione secondo gli analisti la strada “pare ancora troppo lunga e piena di ostacoli per poter giungere a delle soluzioni nei prossimi giorni”, anche se alcuni come Alessandro Fugnoli (Kairos Partners) paiono più ottimisti e sostengono che lo scenario più verosimile sia “quello di un accordo ampio e sufficientemente credibile” e che “le intense discussioni di questi giorni, più che preoccupare, indicano che si sta facendo sul serio”.


