nuovo piano ue-fmi per la grecia, i dettagli entro un mese
Banca Aletti: stavolta l'Europa non ha deluso
Dalla riunione di Bruxelles di ieri sera passi in avanti su tutti i tre temi centrali: haircut titoli greci, potenziamento Efsf, ricapitalizzazioni bancarie
Contrariamente a quanto avvenuto in passato, “questa volta i policy maker dell’area euro non hanno deluso le aspettative” secondo il commento degli analisti di Banca Aletti alle notizie giunte nella notte da Bruxelles. Ai leader europei, ricordano gli esperti, era stato richiesto di agire su tre temi: ricapitalizzazione delle banche, partecipazione privata al secondo salvataggio greco e estensione del capitale del fondo Efsf. “Su tutti questi tre temi sono state portate delle soluzioni condivise e abbastanza dettagliate” e per una volta l’immagine che l’Ue ha dato di sé è stata quella di un gruppo di leader “uniti, diversamente dal passato”.
In particolare il nuovo accordo sul piano di salvataggio greco dovrebbe ridurre il rapporto debito/Pil di Atene al 120% entro il 2020. Nel dettaglio “30 miliardi arriveranno dagli stati membri dell’area euro, 100 miliardi tramite un nuovo piano Eu-Imf, che verrà finalizzato entro la fine di quest’anno, mentre il settore privato parteciperà tramite un taglio del 50% del valore nominale dei titoli di debito, più del doppio rispetto a quel 21% stabilito nella riunione del 21 luglio”. Lo swap sui titoli greci “dovrebbe avvenire all’inizio del 2012 e sarà molto importante che appaia come “volontario” per evitare che non porti ad un taglio del rating (con effetti sull’uso dei titoli greci come collaterale presso la Bce) né ad un credit event (effetti sul mercato dei Cds)” aggiungono gli analisti.
Quanto all’Efsf, esso “sarà potenziato, non tramite aumenti di capitale da parte degli stati membri, ma attraverso la leva finanziaria”, moltiplicando per circa 4 volte i 270 miliardi che restano a disposizione dei 440 miliardi di dotazioni del fondo attraverso due diversi tipi di interventi. “In primo luogo verranno fornite garanzie fino al 20% per le emissioni di titoli di debito (dunque solo le nuove emissioni), che saranno offerte agli investitori tramite delle opzioni sul mercato primario; secondariamente verranno creati dei fondi ad hoc (“special purpose vehicles”) volti ad aumentare le risorse disponibili”. Per il piano dettagliato è stato però tutto rimandato alla riunione dell’eurogruppo di novembre.
Quanto alla ricapitalizzazione del sistema bancario, l’Eba (European banking association) dovrà coordinare un piano di aumento di capitale che dovrebbe portare entro il 30 giugno 2012 il Core Tier 1 al 9%, come d attesa, il cui ammontare “secondo i calcoli forse troppo ottimistici” pari a 106 miliardi di euro “dovrà essere reperito principalmente tramite l’apporto privato”. Qualora questo non fosse sufficiente “si dovrà poi fare riferimento ai governi nazionali, e solamente in ultima istanza ai fondi dell’Efsf, a cui nella riunione di luglio è stato fornita anche la possibilità di intervenire nella ricapitalizzazione delle banche in deficit di capitale”.


