occhi puntati anche su slovacchia e grecia
Banche Ue, ricapitalizzazioni più vicine
L'Eba lancia un nuovo stress test a sorpresa con parametri più stringenti che potrebbe portare a richieste di rafforzamenti patrimoniali per 100 miliardi di euro
Ricapitalizzazione sempre più probabile per una parte consistente del sistema creditizio europeo: dopo che nei giorni scorsi Francia e Germania si erano dette pronte a stilare una bozza d’intesa, da presentare ufficialmente al G20 del 3 novembre prossimo, per favorire una ricapitalizzazione coordinata della maggiori banche europee, oggi alcuni rumors, poi almeno in parte confermati ufficialmente, hanno reso noto che l’European banking authority (Eba) ha richiesto alle principali banche del vecchio continente nuovi dati sulla patrimonializzazione e sull’esposizione al rischio sovrano di ciascun istituto.
Ufficialmente l’Eba, che ha confermato di avere affidato alle singole autorità bancarie nazionale la raccolta dei dati (partita venerdì scorso e destinata a concludersi entro stasera), riferiti alla situazione a fine giugno, valuterà le azioni intraprese dagli istituti e riferirà sull’attuale implementazione delle decisioni prese entro la metà del prossimo anno, ma secondo alcune fonti citate dall’agenzia Reuters dalla nuova rilevazione potrebbe emergere l’esigenza per una cinquantina circa di istituti (Reuters parla di 48 banche) di fare ricorso a circa 100 miliardi di euro di mezzi freschi, guarda caso una cifra in linea con quanto auspicato negli ultimi giorni da vari esponenti dell’Fmi e della stessa Ue.
Capitali che garantirebbero alle banche coinvolte di possedere un Core Tier 1 minimo del 7% anche in uno scenario di recessione come richiesto dalla simulazione di queste ore (che dunque darà origine ad una richiesta a chi non supererà il test di provvedere al rafforzamento del proprio patrimonio nei prossimi mesi). Il tutto avviene nel giorno in cui rappresentanti della “troika” Ue-Fmi-Bce hanno rassicurato circa l’erogazione entro i primi di novembre della sesta tranche di aiuti (per complessivi 8 miliardi di euro) necessaria evitare il default di Atene, mentre dalla Slovacchia si attende, non senza qualche incertezza, l’esito dell’ultimo voto di ratifica del rafforzamento del patrimonio e del ruolo del fondo “salva stati” Efsf.


