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inflazione vista stabile o in lieve calo nel futuro

BoE e Bce hanno fatto la loro parte, ora tocca ai governi

creato da Luca Spoldi ultima modifica 07/10/2011 13:59

Nessun taglio dei tassi, ma via libera a nuovi riacquisti di titoli obbligazionari e un mare di liquidità alle banche. Spetta alla politica varare rilanciare la crescita

Le banche centrali hanno fatto la propria parte, ora tocca ai governi d’Europa: stamane la Banca d’Inghilterra e la Banca centrale europea hanno come previsto lasciato i tassi invariati (rispettivamente allo 0,5% e all’1,5%), lanciando entrambe tuttavia, a imitazione della Federal Reserve, un secondo programma di “quantitative easing” (acquisto di titoli obbligazionari, ndr), la prima per complessivi 75 miliardi di sterline, Eurotower per 40 miliardi di euro, cui si aggiungono nel caso della Bce due operazioni attraverso cui verrà offerta liquidità a lunga scadenza (a 12 mesi ad ottobre, a 13 mesi a dicembre) a tasso fisso alle banche europee che ancora oggi non si fidano l’una dell’altra (tanto che i depositi overnight presso la Bce sono risaliti sui massimi da inizio anno ad oltre 221 miliardi di euro).

Le autorità monetarie, dunque, svolgono appieno il proprio ruolo di “supplenza” mentre quelle politiche restano impegnate a definire come agire di concerto per porre in sicurezza il sistema creditizio, scosso dal collasso di Dexia, evitando ulteriori effetti-contagio legati alla crisi del debito greco. Sul tappeto vi sono le proposte da un lato di aumentare la portata del fondo “salva stati” Efsf, se non aumentandone il patrimonio almeno incrementandone la leva operativa o le garanzie, dall’altro di procedere ad una ricapitalizzazione delle banche stesse (che così potranno “pulire” i bilanci degli asset tossici, precondizione per un eventuale default “pilotato” della Grecia e forse del Portogallo che porti ad una “tosatura” dei capitali da restituire ai bondholder), in parte privata in parte anche mediante l’intervento pubblico, operazione che potrebbe costare sui 200 miliardi di euro.

Fatto questo rimarrà da trovare la ricetta per far ripartire la crescita, che per il numero uno uscente di Eurotower, Jean-Claude Trichet, è destinata a mantenersi su un sentiero di crescita “molto moderato” per tutto il 2011, a fronte di un’inflazione che dovrebbe rimanere sul 2% ancora alcuni mesi per poi flettere gradualmente. Senza la crescita, infatti, ogni misura di risanamento dei conti pubblici appare destinata a pesare ulteriormente sullo scenario macro, rischiando di incrinare ulteriormente la già scarsa fiducia che i mercati sembrano avere nei confronti della Ue e dei suoi leader politici ed economici.

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Commenta 06 ottobre 2011 15:45
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