deboli bper, ubi banca, banco popolare e mps
Bpm corre ancora, Messori o Annunziata per il dopo Ponzellini?
In luce a Piazza Affari anche UniCredit e Intesa Sanpalo, oltre ad Eni e Saipem, mentre Fondiaria-Sai paga caro il warning di ieri sugli utili 2011
Ultima seduta della settimana che si porta ancora un rialzo per Piazza Affari grazie ai buoni dati sull’occupazione in America a settembre dopo che già nella mattinata le attese per azioni coordinate a sostegno delle banche europee avevano neutralizzato l’effetto potenzialmente negativo dell’annunciato downgrade di dodici banche e istituzioni finanziarie inglesi da parte di Moody’s. Così a fine giornata l’indice Ftse Italia All-Share si riporta a 16.252,90 punti (+1,13%), mentre l’Ftse Mib sale in area 15.529,00 (+1,29%) e l’Ftse Italia Star si conferma a quota 9.911,03 (+0,13%).
Tra le blue chip si mette nuovamente in luce Bpm, dopo l’annuncio della lista per il cds degli “Amici della Bpm”, sostenuta da Fisac Cgil e Uilca, che candida alla presidenza Filippo Annunziata, mentre Fabi, Fiba e Falcri sosterranno una seconda lista capeggiata da Marcello Messori. In rialzo anche UniCredit, Eni, Intesa Sanpaolo e Terna (su cui Barclays ha migliorato il giudizio). Brillante anche Eni (oltre che la controllata Saipem, beneficiata di upgrade di Jp Morgan da “neutral” a “overweight”), che ha confermato gli obiettivi fissati dal piano 2011-2014 e fatto sapere che contrariamente ai timori l giacimento Elephant in Libia non avrebbe subito danni.
In rosso finiscono molti finanziari, su cui scattano prese di profitto, a cominciare da Fondiaria-Sai, che ieri aveva lanciato un “warning” sull’utile netto 2011 (l’obiettivo di 50 milioni di euro, ha fatto sapere la compagnia, non sarà raggiunto), Bper (alla ricerca di un nuovo direttore generale dopo le dimissioni di Mimmo Guidotti, operative dal primo novembre prossimo) e Azimut. Sotto i valori della vigilia terminano anche Ubi Banca, Banco Popolare e Mps. In rosso tra le blue chip pure Tenaris e Diasorin.


