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pericoloso campanello d'allarme

Deutsche Bank: la Bce è rimasta l'unico acquirente di Btp

creato da Luca Spoldi ultima modifica 03/11/2011 18:42

Una nota dello strategist Jim Reid segnala come ormai non rimangano altri acquirenti realmente attivi sul mercato secondario

Una nota di Jim Reid, strategist della sede londinese di Deutsche Bank AG segnala come secondo voci di mercato la Bce sarebbe rimasto l’ultimo acquirente di titoli di stato italiani realmente attivo sul mercato. Una circostanza, ove dovesse essere confermata, particolarmente pericolosa dato che la si è già notata nei casi dell’Irlanda, del Portogallo e della Grecia.

Il meccanismo è del resto relativamente semplice da comprendere: quando la fiducia in un emittente, sia privato sia governativo, viene meno i compratori di titoli di debito si diradano sino a svanire del tutto, tanto sul mercato primario quanto su quello secondario. La Bce, che per statuto non può intervenire in asta (ossia sul mercato primario) interviene dunque a sostegno dei paesi in difficoltà (Spagna e Italia in questo caso), lanciando moniti sulla necessità di ricorrere a immediate misure di austerity.

Se queste tardano (ma spesso anche se queste vengono subito attivate) la congiuntura tende ad avvitarsi, essendo tali manovre pro-cicliche, e si aprono ulteriori buchi di bilancio che scoraggiano sempre più nuovi compratori, mettendo sotto pressione rendimenti e spread.

Le banche commerciali, nei cui forzieri giacciono quantità rilevanti di titoli di stato (si calcola che solo le prime cinque banche italiane detengano oltre 150 miliardi di Btp, ossia circa la metà della somma che andrà rinnovata nei prossimi dodici mesi, tanto che sono già nunerosi i dubbi relativia alla volontà e possibilità che le banche rinnovino integralmente i titoli in portafoglio) faticano a finanziarsi sul mercato e diventano sempre più dipendenti dalla Bce per l’accesso al credito, preferendo investire i loro capitali in altri titoli o tenendoli in deposito presso la stessa Bce come già sta avvenendo in Europa da tempo.

Alla fine l’intero mercato dei titoli sovrani cessa di funzionare correttamente e non reagisce neppure più agli stimoli degli acquisti della Bce, cui non resta che sospendere ulteriori acquisti quando il paese insolvente. 

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