a pesare è sempre la crisi di grecia
Deutsche Bank non centrerà gli obiettivi 2011
Titolo in calo del 4,5% a Francoforte dopo l'annuncio, mentre la franco-belga Dexia continua a perdere il 20% sui timori di uno "spezzatino"
Non è solo Dexia (in calo del 20% sul listino di Bruxelles dopo che il Cda ha chiesto all’amministratore delegato di risolvere i problemi “strutturali della banca e dopo che ha preso a circolare l’ipotesi del riscorso ad uno “spezzatino” che vedrebbe la creazione di una “bad bank” cui conferire gli asset più danneggiati dalla crisi del debito greco, la cessione dei prestiti municipali francesi a un fondo venture controllato dal governo di Parigi e la vendita dei restanti asset bancari in Belgio e in Turchia oltre che nell’asset management) a soffrire in borsa a causa dei contraccolpi della crisi di Grecia.
Brutte notizie sono infatti giunte anche da Deutsche Bank, il cui numero uno, Josef Ackermann, ha ammesso oggi che, a causa di una ulteriore svalutazione dei titoli di Stato greci per 250 milioni di euro nel terzo trimestre (che segue i 155 milioni di svalutazione già registrati nel secondo trimestre), l’obiettivo di centrare un utile ante imposte di almeno 10 miliardi di euro attraverso le attività “core” a fine anno non è più verosimile.
Una nota ufficiale di Deutsche Bank precisa peraltro che il trimestre da poco concluso si è chiuso in utile e che sono attesi risultati “solidi” per tutto il 2011 grazie a risultati record da parte dei settori private, asset management e global transaction banking. Verranno inoltre tagliati altri 500 posti di lavoro, per lo più all’interno della divisione corporate & investment fuori dalla Germania. Ackermann ha anche ribadito che non è in programma alcun aumento di capitale e che la riserva di liquidità a disposizione della banca sono superiori ai 180 miliardi di euro. Ciò nonostante il titolo a Francoforte cede il 4,5%.


