in calo anche fondiaria-sai, ieri protagonista
Fiat torna a correre, Bpm perde quota
Sergio Marchionne ribadisce a Londra gli obiettivi 2011 di utili, fatturato e debito netto industriale, il mercato apprezza
Qualche presa di beneficio frena gli indici sul finale, ma la giornata odierna è ampiamente positiva per Piazza Affari, nonostante il downgrade a sorpresa annunciato ieri sera a mercati chiusi da parte di S&P’s del rating del debito italiano. A fine giornata l’indice l’Ftse Italia All-Share risale a 15.206,36 punti (+1,59%), mentre l’Ftse Mib si riporta in area 14.356,13 (+1,91%) e l’Ftse Italia Star risale a quota 9.804,51 (+0,57%).
Tra le blue chip italiane si mettono in luce Fiat, dopo l’ennesima conferma giunta a Londra da parte dell’amministratore delegato Sergio Marchionne dei target il 2011 (1,7 miliardi di euro di utile netto, a fronte di un fatturato, Chrysler compresa, di circa 58 miliardi e di un debito netto industriale tra 5 e 5,5 miliardi). Bene anche Terna (per lei “buy” confermato da parte degli analisti di UniCredit), Tod’s, Mediaset (nel cui capitale Silvio Berlusconi è risalito dal 39,927% al 40,106%) e Luxottica, quest’ultima sospinta anche da indiscrezioni circa l’acquisizione di una possibile licenza da parte di Armani (fino al 2012 legato a Safilo).
Perdono invece terreno numerosi finanziari, con Bpm, che pare ancora impelagata nella definizione di governance “duali” che rischiano di accontentare management e sindacati più che il mercato, Diasorin, Fondiaria-Sai (che pare risentire delle voci di una possibile uscita di Jonella Ligresti dal Cda di Mediobanca), Bulgari e Azimut tra i peggiori.


