c'è valore nel debito subordinato delle banche europee
Fugnoli (Kairos Partners): ora attenti a non fare errori
Dopo gli accordi di Bruxelles per chi investe si prospetta un periodo non semplice. Il peggio forse è passato ma lo scenario resta difficile mentre le borse hanno già corso
Dopo l’accordo di ieri sera tra i capi di governo europei per cercare di risolvere la crisi del debito sovrano, chi investe “si trova a questo punto in una situazione non facile” secondo Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners. Da una parte, nota l’esperto nell'ultimo numero della newsletter "Il Rosso e il Nero", “c’è da prendere atto che, dopo avere preparato i portafogli per l’apocalisse, il sole sorge ancora e il mondo è restato in piedi. Dall’altra c’è da fare i conti con recuperi dai minimi d’inizio settembre che sono già, per prendere solo l’esempio della borsa tedesca, superiori al 25%. Per non parlare del rallentamento della crescita che si profila quanto meno in Europa”.
Così per “quei pochi investitori value che hanno comprato ai minimi questo potrebbe già essere, prudenzialmente, il momento di alleggerire”. Per tutti gli altri che hanno mantenuto durante la crisi un profilo di rischio molto basso “si tratta a questo punto di procedere nel modo più ordinato possibile” evitando errori. Il rischio di un profilo prudente, che non andrà cambiato “radicalmente” ma semmai gradualmente ribilanciato, sembra essere principalmente quello “di fare, da qui a fine anno, meno degli indici. In compenso, dal momento che saranno comunque in molti a preferire questa strada, l’eventuale sottoperformance rispetto alla media dei gestori sarà bassa. Detto in un altro modo, quasi tutti, in questo 2011, faranno meno bene degli indici”.
Secondo Fugnoli nulla vieta, in ogni caso, “di destinare gli acquisti alle componenti più aggressive dei mercati”. Le borse mediterranee da questo punto di vista “offrono le migliori occasioni e le loro banche sono a livelli molto depressi. Visti gli aumenti di capitale in arrivo, le azioni bancarie non offrono necessariamente il profilo di rischio/rendimento migliore. Il debito subordinato delle banche, al contrario, è certamente degno di considerazione”.


