per i bondholder si profila una soluzione "vienna-style"
Giornata decisiva per la Grecia
E' atteso per oggi il verdetto della "troika" Fmi-Bce-Ue sulle misure proposte dal governo greco per ottenere ulteriori aiuti e forse riscadenziare il debito pubblico
È prevista in giornata la conclusione della tornata di incontri tra il governo di Atene e i rappresentanti di Ue, Fmi e Bce per la valutazione delle misure da 78 miliardi di euro proposte dal premier George Papandreou in cambio di ulteriori aiuti alla Grecia in quello che col passare dei giorni si è trasformato da un appuntamento di routine per la concessione di una tranche degli aiuti già stabiliti lo scorso anno in un vero e proprio secondo salvataggio.
Papandreou propone 6,5 miliardi di euro di tagli alla spesa pubblica entro l’anno e altri 22 miliardi entro il 2015, più vendite di asset pubblici tra cui il monopolista telefonico Hellenic Telecommunications e quello elettrico, Public Power, per complessivi 50 miliardi di euro così da ricevere la quinta tranche prevista dal piano triennale da 110 miliardi di euro di aiuti varato lo scorso anno.
Nel frattempo si fa strada l’ipotesi che il piano stesso possa essere modificato, eventualmente giungendo alla decisione di far sopportare una parte dei costi del piano medesimo ai bondholder (in larga maggioranza banche tedesche e francesi), cui potrebbe essere chiesto di “congelare” temporaneamente il proprio investimento in titoli di stato greci attraverso un meccanismo di rinnovo automatico degli stessi in nuove emissioni via via che le vecchie giungono a scadenza.
Un meccanismo "Vienna-style" che garantirebbe il regolare pagamento degli interessi ed eviterebbe definitivamente l’alternativa di un default più o meno pilotato e il ritiro del sostegno del Fmi al piano stesso, ma che potrebbe costare comunque ulteriori tagli del rating, già ridotto in settimana da Moody’s.


