al g20 di cannes l'ultima parola (forse)
I mercati vogliono numeri
Servono mille, duemila o tremila miliardi di euro per porre fine alla crisi del debito sovrano? Per ora ognuno dice la sua, ma attenzione al fine settimana
Giornata fin troppo ricca di numeri ma fondamentalmente priva di novità per gli investitori, dopo che anche Moody’s come già Standard & Poor’s e Fitch prima di lei ha declassato (ad “A1” da “Aa2”, con un outlook che resta “negativo”) il rating sovrano della Spagna.
In attesa del fantomatico piano da due mila miliardi che Francia e Germania presenterebbero il prossimo weekend al G20 di Cannes (ma oggi l’edizione tedesca del Financial Times sostiene che il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, avrebbe riferito ai parlamentari della Cdu che il fondo salva stati europeo Efsf verrebbe portato dagli attuali 440 a mille miliardi di patrimonio complessivo), alcuni analisti di Morgan Stanley hanno calcolato in 775 miliardi di euro gli annunciati progetti di cessione di asset o riduzione di attività da parte delle maggiori banche europee.
Annunci che potrebbero ulteriormente crescere fino ad un massimo di 2 mila miliardi di controvalore, ma che si scontrano al momento contro la penuria di acquirenti e l’accumularsi di nuove perdite, tanto che gli stessi esperti continuano a ritenere indispensabile per le banche ricorrere a nuove ricapitalizzazioni, non escludendo l’ipotesi di interventi dei singoli stati membri di Eurolandia nei casi più gravi.
Il tutto mentre in Grecia i sindacati mobilitano i lavoratori in uno sciopero di 48 ore contro le ulteriori misure correttive richieste dalla “troika” Ue-Bce-Fmi come precondizione per continuare a erogare i prestiti necessari a scongiurare l’ipotesi di un default di Atene e mentre dai bondholder privati (in larga parte banche europee) giungono le prime caute aperture all’ipotesi, ormai ritenuta pressoché inevitabile, di un “haircut” (ossia un taglio ai rimborsi) sui titoli di stato greci ben superiore al 21% concordato lo scorso luglio.
Sullo sfondo resta poi il timore che la Francia possa perdere a breve il suo rating di “AAA” proprio a seguito dell’eventuale coinvolgimento nei processi di ricapitalizzazione delle sue banche, tra le più levereggiate d’Europa. Un’ipotesi che rischia di mettere in crisi l’intera impalcatura del piano di salvataggio dei periferici europei, di cui però oggi i mercati sembrano non voler tenere conto, tanto che alcuni analisti predicano prudenza temendo che il rally in atto possa interrompersi dopo la presentazione ufficiale del nuovo piano di salvataggio da mille, duemila o tremila miliardi che sia il prossimo fine settimana.


