juventus e banca ifis tra i pochi segni positivi
Un altro venerdì nero per Piazza Affari, sprofondano le banche
UniCredit peggiore di tutti (-8,22%), ma nessuna blue chip si salva dal rosso dopo l'annuncio delle dimissioni del membro tedesco della Bce, Jurgen Stark, critico su Eurobond e acquisto titoli PIIGS
Le voci di imminenti dimissioni di Jurgen Stark dal board della Bce fanno capitolare nuovamente i mercati finanziari europei, in particolare mettendo in crisi i “periferici”. Mentre il Cds dell’Italia risale a 463 punti base e lo spread Btp-Bund rimbalza sui 380 punti base sulla scadenza decennale a Piazza Affari l’indice l’Ftse Italia All-Share crolla a 14.912,88 punti (-4,53%), mentre l’Ftse Mib termina in area 14.020,18 (-4,93%) e l’Ftse Italia Star ridiscende a quota 9.474,97 (-2,22%).
Tra i principali titoli del listino italiano a fine giornata non si registrano variazioni positive, per trovare qualche rialzo occorre guardare tra le “stelline” del mercato italiano, tra le quali si mettono in luce Juventus e Banca Ifis (che ieri ha annunciato la fusione per incorporazione di Toscana Finanza), mentre abbondano anche tra le grandi capitalizzazioni i segni meno.
UniCredit fa peggio di tutti con un calo dell’8,22%, ma la tensione che torna a salire sul tema dello swap sul debito greco (che sarà valido solo in caso di adesione pari almeno al 90% delle banche interessate) pesa sull’intero comparto bancario, tanto che anche Banco Popolare, Intesa Sanpaolo e Mediolanum (oltre a Fiat Industrial) lasciano sul terreno tra i 7 e gli 8 punti percentuali.


