cali tra i 4 e i 6 punti per tutte le banche
Impregilo e Telecom Italia evitano il nuovo calo di Piazza Affari
Il mercato soffre le nuove vendite scattate sui titoli del comparto finanziario e sui ciclici. Autogrill si assicura 2,5 miliardi di dollari di fatturato a Los Angeles
Nuovo tonfo per Piazza Affare e i listini europei, in scia alle perdite accusate dal comparto finanziario sempre sotto schiaffo a causa dell’impatto della crisi del debito greco. Al termine di una giornata che ha visto sotto i riflettori titoli come Ubs, Dexia e Deutsche Bank, ma anche Air France (tutte in deciso calo), l’indice Ftse Italia All-Share cala a 14.982,96 punti (-2,46%), mentre l’Ftse Mib si riporta in area 14.243,97 (-2,72%) e l’Ftse Italia Star ridiscende a quota 9.426,31 (-2,39%).
Tra le blue chip italiane riescono a segnare risultati positivi solo Impregilo (per la quale Il Sole 24 Ore parla del possibile collocamento fuori mercato di una quota del 5% da parte di investitori non facenti capo alla holding di controllo Igli) e Telecom Italia, con Autogrill che limita il calo a meno di mezzo punto anche grazie all’annuncio del rinnovo anticipato della concessione per l’aeroporto internazionale di Las Vegas fino al 2028, con un fatturato complessivo di 2,5 miliardi di dollari.
Dopo un avvio in ulteriore rialzo finisce in deciso rosso Bpm, ancora al centro dei riflettori a causa dei possibili sviluppi dei recenti movimenti nel capitale che hanno portato all’ingresso del fondo Investindustrial di Andrea Bonomi col 2,673% del capitale (ma il fondo sarebbe pronto a salire sino al 9,9%), con la “benedizione” dell’associazione degli Amici della Bpm che esprime gli interessi dei dipendenti-soci.
Perdono ampiamente quota titoli ciclici e finanziari tra cui in particolare Fiat Industrial, Exor, Fiat, Buzzi Unicem e Azimut, tutti in rosso tra i 6 e gli 9 punti percentuali, mentre cali tra i 4 e i 6 punti sono segnati da Intesa Sanpaolo (che subisce anche una sospensione al ribasso), UniCredit e Mps. Non si salva dal rosso neppure un “difensivo” come Parmalat, che in giornata smentisce le indiscrezioni di stampa che vorrebbero la famiglia Besnier pronta a cedere la divisione succhi di frutta Santal.


