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i ricchi cinesi sono mediamente di 15 anni più giovani degli omologhi occidentali

In Cina è ormai corsa all'auto di lusso

creato da Luca Spoldi ultima modifica 08/06/2011 15:36

Oltre 1,1 milioni di cinesi posseggono un patrimonio superiore al milione di dollari e la cifra cresce al ritmo del 30% all'anno. Così per Ferrari, Porsche, Lamboghini e Bugatti...

C’è qualcuno di voi che ancora ha dubbi sul fatto che sia la Cina la nazione guida del “secolo asiatico” che si è da pochi anni aperto? Forse un aneddoto raccontato dall’agenzia Bloomberg potrà convincere anche i più scettici: allo Sports Car Club di Pechino la vettura “entry level” per i soci meno abbienti è ormai la Porche SE 911, che viene venduta su quel mercato a 220 mila dollari ad esemplare. Certo non un auto per tutti né in Cina né in Occidente, ma grazie alla poderosa crescita economica di questi anni in Cina il numero di milionari (in dollari) sta aumentando molto rapidamente: +31% solo lo scorso anno, tanto che ormai si calcola che oltre 1,1 milioni di cinesi (in media 39enni, ossia di 15 anni più giovani, mediamente, dei loro “pari reddito” occidentali) abbia da parte “almeno” un milioncino di dollari di patrimonio personale.

Con la crescita di reddito e patrimonio personale a Pechino, spiega Bloomberg, stanno rapidamente sorgendo club di appassionati di auto sportive o di lusso e in generale la cultura motoristica, inesistente fino a pochi anni fa, sta rapidamente allineandosi agli standard occidentali, tanto che sempre allo Sports Car Club, che conta ormai oltre 250 membri di cui un 10% donne, si possono ormai veder parcheggiate Bugatti Veryon da 4,3 milioni di dollari o Porche Tramontana da 3,9 milioni di dollari, prezzo è il caso di dirlo “chiavi in mano”.

A differenza delle loro controparti occidentali i club per appassionati di auto sportive o di lusso non sono peraltro organizzati per marca, come Ferrari o Porche, ma su base locale. Sia come sia il mercato cinese è sempre più interessante per i grandi marchi del lusso, dall’abbigliamento alla gioielleria sino appunto alle automobili, tanto che vien da chiedersi se abbia senso cercare ancora di entrare in Cina con prodotti “di massa” a piccola o media cilindrata o non sia decisamente meglio puntare sull’alto di gamma. Una domanda che probabilmente si starà facendo anche Sergio Marchionne.

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