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Si comincia il 13 ottobre coi numeri di jp morgan chase

Le regine di Wall Street alla prova degli utili

creato da Luca Spoldi ultima modifica 11/10/2011 13:30

Buone prospettive per gli istituti più legati alle attività tradizionali e ai mutui, mentre rischiano le banche d'affari

La stagione delle trimestrali del comparto finanziario statunitense sta per aprirsi nuovamente a Wall Street (il “calcio d’inizio” o “kick off”, sarà dato il 13 ottobre dai numeri di Jp Morgan Chase & Co.) e in molti si chiedono chi soffrirà o beneficerà di più dell’attuale scenario dei mercati. La sensazione, scorrendo i report che circolano in questi giorni nelle sale operative di mezzo mondo, è che l’attuale congiuntura possa aver pesato maggiormente sui conti delle banche d’affari più che sulle banche commerciali. 

Così per Goldman Sachs, che ha già visto il titolo perdere il 36,2% nell’ultimo anno, quello appena concluso potrebbe essere il trimestre con gli utili più modesti dall’esplosione della crisi del 2008, mentre Wells Fargo (3,3% negli ultimi dodici mesi) potrebbe segnare un utile record. Contro il primo gruppo giocherebbe l’atteso rallentamento dei risultati legati alla divisione intermediazione (sia sui mercati azionari che obbligazionari), mentre dovrebbero segnare una crescita le attività tradizionali come i mutui, crescita che dovrebbe giocare a favore del secondo gruppo ma anche di altri istituti come SunTrust Bank (-29,7% nelle ultime 52 settimane in borsa), molto coinvolti nell’attività di erogazione di mutui immobiliari. 

Così qualche analista suggerisce come mossa per lo meno di trading di riconsiderare l’investimento in banche a stelle e strisce purché maggiormente levereggiate sulle attività tradizionali piuttosto che su quelle finanziarie, indicando tra i potenziali beneficiari della prossima “earning season” anche Bank of America (il cui titolo ha perso il 52% nell’ultimo anno) e Citigroup (-36,6%), mentre per Morgan Stanley (-38,7%) potrebbe essere necessario attendere ancora, essendo la banca apparsa particolarmente esposta alla crisi del debito sovrano europeo.

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