la crisi della grecia continua a favorire nuovi acquisti
L'oro resta in fase "toro"
Secondo molti esperti nonostante le incertezze delle ultime settimane il metallo biondo conserva tutta la sua forza
Le tensioni crescenti sulla crisi del debito greco, che ancora ad agosto sembrava poter trovare una soluzione grazie al secondo piano di salvataggio europeo mentre da qualche ora si torna a parlare apertamente dell’ipotesi di un default del tesoro di Atene, ipotesi rilanciata persino da esponenti del governo Merkel secondo i quali la Grecia avrebbe liquidità fino a ottobre e un default sarebbe di fatto ormai inevitabile, nonostante la nuova patrimoniale annunciata dal governo Papandreou, continuano a far brillare l’oro, che dopo tre settimane aperte in calo ha confermato la propria forza vedendo acquisti scattare non appena le quotazioni si sono spinte sotto i 1.800 dollari l’oncia.
Acquisti, fanno notare gli analisti di Zerohedge.com, che sono avvenuti a prezzi crescenti, a testimonianza di come gli investitori in cerca di beni rifugio stiano approfittando di ogni momentanea perdita di terreno delle quotazioni dei preziosi per rafforzare le proprie posizioni.
Tanto che a questo punto secondo alcuni i 1.900 ma anche i 2.000 dollari l’oncia non sembrano un livello tale da interrompere la fase rialzista delle quotazioni, semmai un obiettivo di breve periodo che potrebbe far scattare qualche temporanea presa di profitto. Destinata però a rientrare ogni qual volta le tensioni sul debito sovrano dei periferici europei torneranno a farsi sentire come stamane.


