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possibili intese su efsf e haircut

Milano e le borse europee incrociano le dita

creato da Luca Spoldi ultima modifica 26/10/2011 13:48

In attesa degli esiti del vertice europeo odierno in molti scommettono che alla fine tra Germania, Francia e Italia si troverà un armistizio forzato. Un fallimento costa troppo

Piazza Affari che torna in positivo a metà giornata al pari dei principali listini europei, mentre tra gli operatori prevale la sensazione che la riunione odierna dei capi di governo della Ue si concluderà con un armistizio forzato tra Francia e Germania da una parte e Italia dall’altra dopo la lettera d’intenti (priva di qualsiasi data vincolante per l’entrata in vigore delle misure descritte) che il governo è riuscito a elaborare nella tarda serata di ieri.

Una bocciatura, spiegano molti operatori, rischia infatti di far precipitare nuovamente i mercati e far crescere ulteriormente spread, Cds e tassi richiesti dagli investitori per accettare il rischio di investire in titoli di debito sovrano europei. Meno problematica ma ugualmente importante sembra l’intesa che pare profilarsi sugli altri punti all’ordine del giorno: scontato il via libera all’ulteriore tranche da 8 miliardi di euro di aiuti alla Grecia, possibile un innalzamento dal 21% al 50% dell’”haircut” su base volontaria dei titoli di stato ellenici in portafoglio alle grandi banche europee.

Banche che saranno indotte a ricapitalizzare per poco più di 100 miliardi per raggiungere un Core Tier 1 di almeno il 9% entro il 2012, eventualmente anche con nuovi interventi pubblici sullo stile di quanto fatto poche settimane fa per la belga Dexia. Infine l’Efsf dovrebbe essere ulteriormente rafforzato (secondo le ultime ipotesi la dotazione del fondo “salva stati” potrebbe essere incrementata di altri 100 miliardi di euro circa) ed affiancato da un meccanismo anticrisi in cui sembrerebbe intenzionato a entrare l’Fmi, mentre la Bce continua a resistere all’ipotesi (avvallata anche da numerosi analisti tra cui gli uomini di Fitch secondo i quali le dimensioni dell’Efsf rischiano altrimenti di risultare comunque troppo limitate) di qualsiasi coinvolgimento dirette nella gestione della crisi che non sia attraverso le leve dei tassi e della liquidità fornita al sistema creditizio del vecchio continente, nonché attraverso il riacquisto di titoli di stato sul mercato come già fatto in questi mesi.

Basterà tutto questo per convincere gli investitori o ci si troverà davanti all’ennesimo rinvio in vista di un’ulteriore annuncio in occasione del prossimo vertice del G20 il 3 e 4 novembre prossimo, col rischio di ulteriori correzioni dei mercati? La risposta è attesa in giornata.

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