tonfo di safilo che ammette: incerto esito trattative con armani
Milano in ripresa trascinata dai finanziari, Unicredit +6%
Bene nella seduta di ieri anche Intesa Sanpaolo (+5,88%) e Mediolanum (+4,35%), mentre continuano le voci attorno a possibili nuovi soci per Bpm
Il definitivo via libero del parlamento tedesco all’incremento della dotazione patrimoniale del fondo salva stati Efsf, la revisione del dato relativo al Pil statunitense del secondo trimestre (Pil a +1,3% contro l’iniziale +1%) e il risultato non negativo delle aste di titoli di stato italiani a lungo termine consentono a Piazza Affari di tornare a guadagnare terreno dopo un avvio prudente. Così a fine giornata l’indice Ftse Italia All-Share si riporta a 15.727,74 punti (+1,33%), mentre l’Ftse Mib balza in area 15.046,02 (+2,07%) e l’Ftse Italia Star chiude a quota 9.837,70 (+0,26%), grazie al buon andamento dei titoli del comparto finanziario.
Tra questi meglio di tutti fanno UniCredit (+6,04%) e Intesa Sanpaolo (+5,88%), che si posizionano davanti a Telecom Italia (+4,92%), sostenuta a sua volta da alcuni rumors circa un interesse verso 3 Italia (per la quale la valutazione sarebbe attorno ai 5 miliardi di euro). Bene anche Mediolanum (+4,35%) e Bpm (+3,99%), ancora al centro di voci relative al possibile ingresso di nuovi investitori (si parla in queste ore del fondo Clessidra di Claudio Sposito).
Segno positivo poi per i titoli del gruppo Agnelli, mentre Finmeccanica finisce in parità dopo che in una nota Intermonte ha fatto notare come i tagli alle spese dei ministeri previsti già dal 2012 potranno avere un impatto negativo sui conti del gruppo anche se al momento manca una stima esatta (tanto che il broker conferma sia il suo “neutral” sul titolo sia il target price di 6 euro per azione).
Sospeso da oggi fino al 4 ottobre (quando sarà revocato dal listino) il titolo Bulgari, chiudono in ribasso Tod’s, Bper, Luxottica, Pirelli & C. ed Enel Green Power. Autentico tonfo (-8,7%) per Safilo, dopo che nel presentare il nuovo piano industriale 2011-2015 il gruppo ha ammesso che le trattative per il rinnovo delle licenze Armani (che pesano attorno al 17% del fatturato annuo) sono ancora in corso e l’esito resta “ad oggi ancora incerto”, come da tempo sospettava il mercato che per questo ha premiato nelle ultime settimane la concorrente Luxottica.


