bpm e bper ferme al palo
Piazza Affari in spolvero, corrono UniCredit e Mediolanum
Gli operatori incrociano le dita dopo le ultime misure decise dalla Bce e dalla Banca d'Inghilterra. Ciclici, lusso e finanziari sugli scudi
Nonostante qualche incertezza a metà giornata, Piazza Affari e i listini europei continuano a correre confortati dalla prospettiva che le banche centrali stiano facendo la loro parte (BoE e Bce hanno lasciato invariati i rispettivi tassi ufficiali varando tuttavia nuovi piani di quantitative easing e assicurando, nel caso della Bce, ulteriore liquidità a tasso fisso a un anno alle banche europee) per assicurare la tenuta dei mercati del credito e che le autorità politiche europee possano trovare un intesa che consenta al settore creditizio europeo di superare senza eccessivi traumi la crisi del debito greco.
A fine giornata l’indice Ftse Italia All-Share risale così a 16.070,65 punti (+3,37%), mentre l’Ftse Mib si riporta in area 15.331,53 (+3,55%) e l’Ftse Italia Star torna a quota 9.898,16 (+2,61%), con volumi intorno ai 2,2 miliardi di euro nel finale. Sul listino principale da segnalare in particolare il buon andamento dei titoli finanziari, con Mediolanum in rialzo del 5,49%, Intesa Sanpaolo e UniCredit salite rispettivamente del 5,73% e del 3,84%. Bene anche Montepaschi, con una crescita del 4,17%. Il settore sale del 3,8% circa a livello europeo. Più deboli Bpm (+0,18%) e Bper (+0,29%). "Sulla prima può influire l'attesa per i dettagli dell'aumento di capitale", osserva un broker.
Tra le blue chip corrono anche Tenaris, che sfrutta il rimbalzo del greggio a poco meno di 81 dollari al barile a New York, Prysmian, Exor (che supera in volata le controllata Fiat e Fiat Industrial, a loro volta in deciso rialzo), Buzzi Unicem e Mediaset. Fuori dal paniere principale bene Salvatore Ferragamo, che beneficia del ritrovato interesse per i comparso del lusso (mentre scivola in rosso Damiani, che nell’ultimo mese ha perso oltre il 5%).


