Storia di un’idea molto Eclectica
In estate il fondo è passato in testa alla classifica per rendimento di Hedge Fund Research
Il campione 2011 tra i gestori hedge è un patito di You Tube. Girovagando per la rete, Hugh Hendry, all’epoca dipendente del fondo hedge Odissey, ha avuto l’idea giusta. Per caso, racconta, si è imbattuto in un filmato cinese girato in una città nuova di zecca, completamente disabitata. Non era un caso isolato: pur di sostenere l’economia, il Drago cinese ha finanziato centinaia di opere pubbliche inutili e costruito, secondo alcuni conteggi, 5 milioni di vani in regioni interne del Paese che non hanno, e non avranno per un bel po’, alcuna richiesta.
Ci troviamo di fronte a una bolla di proporzioni immense, pensò Hendry. Ma come sfruttarlo? Il vicegestore non ebbe alcun dubbio: occorreva metter su un piccolo hedge fund per sfruttare l’idea. Certo, ci volevano i capitali ed Hendry riuscì a convincere alcuni clienti a seguirlo nell’impresa con una dotazione, 150 milioni di dollari, di tutto rispetto ma senz’altro non eccezionale. Come mettersi al ribasso sulla Cina?
L’idea di Eclectica (il nome del fondo hedge inaugurato poco più di un anno fa, all’inizio dell’estate del 2010) ricorda le carambole del biliardo: mettersi al ribasso dei titoli e, soprattutto, dei cds riferiti alle aziende giapponesi che vantavano grosse posizioni di credito nei confronti dell’immobiliare cinese. Un’idea contorta ma che poggiava su un dato di fatto: i cds, cioè l’assicurazione contro il rischio default di società del calibro di Nippon Steel o Jps quotavano attorno a 50 basic point, ovvero un decimo dei prodotti analoghi riferiti a Us Steel o altre società americane legate al ciclo dell’edilizia e dell’industria manifatturiera. Il risultato? Ad agosto Eclectica è balzato in testa alla classifica per rendimento compilata da Hedge Fund Research.
In 12 mesi Hendry ha messo a segno una performance del 38% cui va aggiunta una generosa cedola, pari al 22 %, distribuita ai soci del fondo (tra cui, com’è regola nel mondo hedge, lui stesso). Un successo tanto più significativo perché ottenuto in condizioni di mercato difficili. Agosto, infatti, è stato il mese più difficile per gli hedge che, sempre secondo le classifiche internazionali, chiudono con un calo dell’1,47%. Un successo tanto più prestigioso se si pensa che, nello stesso periodo, stenta a prendere il volo il fondo Fidelity dedicato alla Cina, messo a punto da una stella di prima grandezza del mondo della finanzia: nientemeno che Anthony Bolton, che ha firmato alcuni dei fondi di investimento di maggior successo.
Per carità, un anno è troppo poco per valutare i risultati. E nessuno può dubitare che la Cina sia il mercato più interessante per chi scommette sui beni di consumo e intermedi, dalle lavatrici all’alimentare di marca. Ma nel mondo hedge spesso Davide può battere Golia. Iniziative di piccole dimensioni, come quella di Hendry, possono concedersi il lusso di idee di investimento più sofisticate o garibaldine. Le cose si complicano, al contrario, quando si devono gestire operazioni più complesse. Non a caso i nomi sacri delle gestioni alternative, da Jim Robertson, promotore del fondo Tiger, a George Soros, hanno chiuso i battenti quando il gioco si è fatto più complesso.


