Alla fine sempre meglio l’individuo
Parla Carlo Gentili che con Nextam Partners si è legato a Mario Gabelli, noto gestore Usa
L’idea fondante è quella di scegliere gestori, non case di gestione. Perché, a fare la differenza, sono gli uomini. Con l’obiettivo di rimanere il primo gestore italiano indipendente fondato da gestori, Nextam Partners sta continuando nel suo processo di selezione attivando relazioni che consolidino la capacità di gestire il risparmio. Il gruppo di intermediazione mobiliare autorizzato alla consulenza finanziaria, che ha in Carlo Gentili, Nicola Ricolfi e Alessandro Michahelles i soci fondatori, continua così nella costruzione di un team dedicato alla selezione di gestori terzi, specializzati nelle diverse asset class.
E questa volta tocca a Mario J. Gabelli, storico uomo d’affari di Wall Street che negli anni ha messo a segno performance da capogiro, battendo regolarmente qualunque benchmark. Nel mese di settembre 2011 il gruppo milanese che ha sede in Via Bigli ha dato vita al comparto Nextam Partners Usa Value Fund affidando la delega di gestione a Gabelli Asset Management Company (Gamco) nelle persone appunto di Mario Gabelli, Kevin V. Dreyer e Christopher J. Marangi. Mario Gabelli è uno dei più famosi e capaci gestori americani. Nel 1977 ha fondato la Gabelli Asset Management Company, che ha sede a Rye, New York e svolge la propria attività attraverso sette uffici negli Usa ed altri 4 dislocati tra Europa e Asia.
La filosofia di gestione, introdotta nella società da Mario Gabelli e sul cui funzionamento continua a “vigilare” attraverso incontri giornalieri a cui partecipano i suoi analisti e gestori, si basa sull’analisi fondamentale e segue i principi della “security analysis” di Graham & Dodd, cioè gli stessi principi su cui si basa anche lo stile d’investimento di Nextam Partners. Attraverso la ricerca fondamentale, che viene svolta con l’analisi dei bilanci, la consultazione di informazioni pubbliche, le visite presso le aziende con interviste (al management, ai competitori, ai fornitori e ai clienti ) e incontri con gli analisti, il gestore cerca di comprendere il valore e le dinamiche del business delle aziende quotate esaminate. Nextam Partners è nato dieci anni fa, è costituito da tre società: la sgr che gestisce fondi comuni, sicav lussemburghesi, gestioni patrimoniali, per circa 1 miliardo di euro, la sim di consulenza e una società di gestione inglese che gestisce un hedge fund europeo e tre comparti di sicav. A raccontare a SOLDI lo stato dell’arte è Carlo Gentili, ad di Nextam.
Quali sono i requisiti fondamentali che andate cercando quando scegliete un gestore?
Tra i prerequisiti dei gestori selezionati, abbiamo ritenuto determinante la loro presenza locale nei mercati di riferimento, la condivisione con Nextam Partners dei principi di investimento basati sull’analisi fondamentale e la caratteristica dell’indipendenza e dell’assenza di conflitto di interessi. Da qui la genesi del team di asset management dedicato alla selezione dei fondi di terzi e dei gestori terzi. Il processo di selezione consta di una serie di regole precise che vengono applicate con coerenza e disciplina.
Gestori, dunque. Non fondi...
Esatto. È la prima regola semplice, ma distintiva. crediamo che la performance di un fondo sia la sintesi dell’esperienza, cultura e disciplina del singolo gestore. Il processo di selezione del fondo è focalizzato sull’analisi del lavoro svolto dal gestore, ovvero dalla persona a cui singolarmente è da ricondurre la performance del comparto. Questo è un passaggio per noi determinante e caratterizzante, in quanto i database disponibili sul mercato non collegano le performance al gestore ma le lasciano genericamente attribuite al fondo stesso, come se fosse un’entità che si autodetermina.
Quando studiamo un gestore partiamo dal track record, deve essere di almeno 5 anni, sebbene la media dell’esperienza dei gestori selezionati sia ben più lunga e importante. Basti infatti pensare che il track record medio dei gestori azionari selezionati da Nextam Partners è pari a 18 anni con esperienza media nel settore di 21 anni.
Grazie alle competenze analitiche dei nove componenti del team di asset management, avete sviluppato un modello proprietario quantitativo che si basa principalmente sulla ricerca della persistenza dei risultati.
Crediamo che esista il gestore di elevata qualità, quello infallibile non l’abbiamo mai incontrato. La persistenza dei risultati, caratteristica rara, è un ottimo indicatore di disciplina e qualità della gestione. Successivamente all’analisi delle performance, il team inizia l’analisi qualitativa del gestore. Ci concentriamo in particolare su quei gestori che, data la loro collocazione geografica, condividono la cultura dell’area in cui investono. L’investimento è effettuato solo dopo aver incontrato o parlato con il gestore ed eventualmente gli analisti. Quest’ultima regola, è per noi inderogabile.
Così avete individuato un gruppo di boutique su scala mondiale e poi ci sono i vostri prodotti di casa. Ce li racconta?
Si, per la clientela ci sono quattro comparti azionari multimanager della Nextam Partners Sicav: Multimanager American equity, specializzato nella azioni americane, Multimanager European Equity, per le azioni europee, Multimanager Emerging Markets Equity, per le azioni emergenti e Multimanager Asia Pacific Equity, per le azioni asiatiche comprensive dell’area pacifico, ma con l’esclusione del Giappone. Nel maggio 2009 abbiamo affidato la delega di gestione a Sator Capital Limited attraverso la creazione del comparto Nextam Partners Sator Equity Value, portafoglio focalizzato nelle azioni dell’area euro. A novembre 2010 abbiamo lancia il comparto Nextam CITIC Securities China Fund, affidando la delega di gestione a Citic Securities International Investment Management (HK) Limited (CSIIM) nella persona di James Wang. A dicembre 2010 abbiamo affidato la delega di gestione a Bestinver Gestion S.A. Nella persona di Francisco García Paramés, Álvaro Guzmán de Lázaro Mateos e Fernando Bernard attraverso il comparto Nextam BInver International.
I vostri servizi, dunque, spaziano dalla consulenza al collocamento fondi svolti da Nextam Partners sim, i comparti multimanager prima e poi i comparti delegati a gestori terzi della Nextam Partners Sicav. Credete nella consulenza?
Si, molto, soprattutto ora con mercati così complessi le persone hanno bisogno di essere seguite da bravi professionisti. Abbiamo una sim di consulenza, a cui fanno riferimento a oggi 900 milioni di euro.
Il vostro portafoglio clienti in gestione è pari a 1,5 milioni di euro e siete percepiti come qualcosa di “inavvicinabile”. È così?
Assolutamente no. L’idea stessa di aver scelto un gestore come Gabelli è rivolta a tutti perchè si tratta di comparti di Sicav che sono a disposizione di un pubblico sempre più vasto. Del resto, abbiamo 17 accordi di collocamento come con Fineco, Banca Sella, Mps...
Avete in mente per il futuro di portare a casa altri bei nomi della gestione?
Dipende tutto da loro. Noi siamo sempre aperti a nuove idee. Purtroppo la materia è piuttosto complessa perchè ci sono tempistiche molto lunghe e burocrazia molto pesante che non ci consente di fare in fretta come vorremmo. Senza considerare che il contesto è di istituti di credito sotto fusione o sotto ristrutturazione e quindi i processi non possono essere snelli...


