occorre recuperare la fiducia dei mercati
Anche la Grecia al voto. I mercati si chiedono: ora tocca all'Italia?
La notizia delle dimissioni di Papandreou fa ritornare qualche acquisto dopo un avvio in rosso a Piazza Affari. Ma lo spread Btp-Bund resta sui massimi nonostante la Bce
Ancora un avvio di settimana ad alta tensione a Piazza Affari prova dove gli indici prima aprono in calo di oltre l’1,5%, poi provano a riportarsi vicino ai livelli di venerdì, mentre lo spread Btp-Bund ridiscende sotto la soglia di 490 punti base toccata a inizio mattinata. A far scattare qualche acquisto dopo l’ennesima serie di vendite contribuisce la notizia delle dimissioni del premier greco George Papandreou, che dopo aver superato venerdì notte il voto di fiducia ha accettato di fare un passo indietro per consentire la nascita di un governo di unità nazionale che farà le riforme chieste dai creditori internazionali e andrà alle elezioni il anticipate il prossimo febbraio.
Una notizia seguita dall’immediata dichiarazione di disponibilità delle Ue a sbloccare il pagamento della sesta tranche di aiuti da 8 miliardi di euro, allontanando per ora il fantasma di un default di Atene. A questo punto, mentre la Bce starebbe acquistando titoli italiani con scadenze tra i 3 e i 10 anni (stamane il decennale benchmark italiano aveva visto il rendimento volare al 6,46%, sempre più vicino alla soglia psicologica del 7% oltre la quale sono scattati gli interventi a soccorso di Irlanda, Portogallo e Spagna), ma per un ammontare limitato, sui mercati si fa strada l’ipotesi che dopo la Spagna e la Grecia anche il governo italiano possa dimettersi per andare a elezioni anticipate, forse affidando a un esecutivo tecnico il compito di cercare in parlamento una coalizione in grado di varare quelle riforme strutturali che l’attuale maggioranza di governo ha dimostrato di non avere la forza di approvare.
Di certo con oltre 1,6 triliardi di titoli di debito pubblico di cui 400 miliardi in scadenza nei prossimi dodici mesi l’Italia resta in mezzo al guado e facile bersaglio della speculazione. Una situazione insostenibile che potrà essere superata a detta di tutti gli operatori e analisti solo riconquistando la fiducia dei mercati (la cui mancanza attuale ha portato il Cds, ossia il costo necessario ad assicurarsi contro l’ipotesi di un default, a 511 punti base stamane in apertura di giornata), cosa che per l’attuale governo pare ormai impossibile.


