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si rischia una crisi di liquidità

Banca Aletti: il problema italiano non è l'economia

creato da Luca Spoldi ultima modifica 10/11/2011 14:07

Solo la Germania presenta conti migliori dell'Italia, ma i mercati non si fidano e la curva dei rendimenti si appiattisce pericolosamente. Serve recuperare in fretta credibilità

Le cattive notizie in Italia non riguardano solo l’incremento dello spread Btp-Bund: “i rendimenti sui titoli italiani sono aumentati vertiginosamente su tutte le scadenze, ma soprattutto sulle scadenze brevi, facendo appiattire la curva dei rendimenti (coi 2 e i 10 anni che sono ormai vicinissimi) e portandola pericolosamente verso un’inclinazione negativa”. Questo, secondo quanto scrivono oggi gli analisti di Banca Aletti (gruppo Banco Popolare) “è il segnale che i mercati iniziano a giudicare più che un’eventualità una crisi di liquidità italiana”. Il tutto mentre, sempre ieri, due Casse di compensazione hanno aumentato i margini che le banche devono depositare se vogliono trattare titoli italiani, “rendendo più costose le operazioni in Btp e spingendo gli operatori a vendere”. Vendite che solo “in parte sono state coperte dagli acquisti (ormai insufficienti) della Bce”.

La situazione di incertezza in realtà, notano gli esperti, riguarda ormai  l’intera Eurozona tanto che l’euro si è deprezzato nei confronti del dollaro portandosi sui minimi da 4 settimane. “La situazione di totale incertezza causata dai vuoti della politica italiana va ad aggiungersi alle mancate decisioni a livello internazionali. Il fondo salva-stati europeo doveva essere potenziato al G-20 di Cannes, ma non è stato fatto. Ad oggi se si escludono le somme che saranno utilizzate per gli aiuti alla Grecia, l’Efsf ha a disposizione circa 250-300 miliardi di euro, e nel caso in cui l’Italia necessiti di un “bail-out”, non potrà certo garantire per la sua quota (140 miliardi)” .

A complicare il quadro di breve periodo, concludono gli analisti, al G-20 di Cannes nonostante le attese “non è neanche stato trovato un paese disposto ad investire nell’Efsf”. Il problema principale dell’Italia non sembra essere la propria economia, seppur non in buone condizioni, “visto che solo la Germania in Europa ha un disavanzo migliore, le famiglie hanno il debito più basso d’Europa e le imprese hanno un debito inferiore alle imprese spagnole e francesi”. Il vero problema, concludono gli esperti, “è la mancanza di credibilità legata ad un debito maggiore di 1.900 miliardi di euro ed alla necessità di rifinanziarlo in tempi brevi”.

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Commenta 10 novembre 2011 11:56
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