pesa incertezza gestione crisi a livello ue
Bankitalia: Pil a rischio con questi tassi
Per Via Nazonale se i tassi non scenderanno dai livelli visti a inizio mese il Pil italiano può perdere l'1,5% nel 2012. Occorre accelerare e rafforzare gli strumenti di stabilizzazione
Le tensioni sul debito sovrano nell'area dell’euro si sono accentuate ed estese, “assumendo rilevanza sistemica”. Lo conferma nel suo ultimo Bollettino Economico Bankitalia, che ricorda come i corsi dei titoli di Stato in molti paesi dell’area dell’euro abbiano “risentito dell’incertezza sui modi di gestione della crisi a livello comunitario e in sede di coordinamento intergovernativo, nonostante le importanti correzioni degli squilibri di finanza pubblica operate dai governi nazionali”.
“Ha concorso ad alimentare l’incertezza il peggioramento delle prospettive di crescita” cui è corrisposto un incremento dell’avversione per il rischio e la preferenza per strumenti ritenuti sicuri, anche se le tensioni sembrano essersi attenuate sulle scadenze più brevi dopo l’avvio delle operazioni di rifinanziamento a tre anni da parte della Bce.
Nel quadro di un rallentamento dell’attività economica in tutta l’eurozona, in Italia il Pil è calato nel terzo trimestre dello 0,2% sul trimestre precedente e secondo le prime indicazioni sarebbe calato anche nel quarto trimestre. “La debolezza della domanda interna è confermata dagli indicatori più recenti e dalle opinioni delle imprese”, mentre la dinamica del Pil “risente del rialzo dei costi di finanziamento, per l’aggravarsi della crisi del debito sovrano, e del rallentamento del commercio mondiale, che comunque continua a fornire sostegno all’attività economica”.
In riduzione della domanda interna, aggiunge Bankitalia, “operano anche le manovre correttive di finanza pubblica, peraltro indispensabili per evitare più gravi conseguenze sull’attività economica e sulla stabilità finanziaria. La competitività delle imprese è lievemente migliorata grazie al deprezzamento dell’euro”, con un recupero dell’occupazione che si è nuovamente arrestato ed un’attenuazione delle pressioni inflazionistiche.
L’aggravarsi della crisi del debito sovrano e i segnali di rallentamento internazionale “determinano un peggioramento delle prospettive di crescita, sia in Italia sia nell’area dell'euro. Per il nostro paese gli scenari possibili variano molto e dipendono dagli sviluppi della crisi del debito sovrano e dai suoi riflessi sulla capacità di prestito delle banche” (il cui patrimonio “si è nel frattempo ulteriormente rafforzato”).
La normalizzazione dei mercati è ora cruciale: “Nell’ipotesi di rendimenti dei titoli di Stato fermi per un biennio alla configurazione dell’inizio di gennaio, il Pil si ridurrebbe dell’1,5% nella media di quest’anno; l’attività economica tornerebbe a crescere solo nel corso dell’anno prossimo”. Vi è inoltre il rischio “che un peggioramento delle aspettative, che determini un ulteriore inasprimento delle condizioni dei mercati del debito sovrano e del credito, possa portare a una flessione più accentuata”.
Per questo secondo Bankitalia “è essenziale mettere in atto tutti gli elementi delle nuove regole di governo economico dell’Unione europea approvate di recente”. Nel contempo, “è importante che sia reso rapidamente operativo il rafforzamento degli strumenti europei per la stabilità finanziaria, quali L’Efsf e l’Esm, aumentandone l’efficacia e sfruttandone tempestivamente le potenzialità”.


