pil 2012 visto a -1,6% (da +0,2%)
Confindustria: l'Italia è in mezzo al guado
Solo se le misure varate dal governo si riveleranno efficaci si potrà uscire rapidamente dalla crisi attuale, altrimenti si rischia la dissoluzione dell'euro e fallimenti a catena
No, non ne usciremo meglio degli altri: nonostante l’ottimismo profuso nell’ultimo biennio a piene mani dalle autorità italiane, la recessione è arrivata in Italia prima che negli altri paesi europei e probabilmente risulterà più pesante.
Lo annuncia oggi il Centro Studi di Confindustria, secondo cui il Pil dovrebbe contrarsi di 2 punti percentuali tra l’estate del 2011 e la primavera del 2012, anno per il quale le stime sono state riviste marcatamente al ribasso (da +0,2% a -1,6%), mentre per il 2011 la sforbiciata è più leggera (da +0,7% a +0,5%). Secondo gli esperti l’Italia si trova in mezzo al guado e la crisi da qui in avanti potrà essere “breve e moderata” o al contrario decisamente “profonda e prolungata”: il discriminante sarà costituito dall’efficacia delle misure che il parlamento si appresta a varare.
Se si dimostreranno efficaci si potrà imboccare il rientro in tempi “sufficientemente rapidi dalle eccessive e insostenibili tensioni sui titoli sovrani”. In caso contrario si rischia di proseguire con “enormi divari tra i rendimenti dei titoli di stato che finirebbero anzi con l’ampliarsi, di congelamento dell’interbancario, di frammentazione del credito in mercati nazionali e di prosciugamento dei prestiti”, tendenze che stanno penalizzando fortemente la domanda e le attività produttive e che rischierebbero di avvitare “in modo irreparabile” la spirale debiti pubblici/difficoltà delle banche.
Una spirale mortale che porterebbe nell’ipotesi estrema al dissolvimento dell’euro, al fallimento di imprese e banche, a milioni di posti lavoro persi e ad una crisi del debito “anche nei Paesi virtuosi” secondo gli studiosi.


