Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sezioni
Strumenti personali
Tu sei qui: Home news-primo-piano-40 Credit Suisse: azioni con inflazione debole, bond per deflazione
A A A

la propensione al rischio pare in ripresa

Credit Suisse: azioni con inflazione debole, bond per deflazione

creato da Luca Spoldi ultima modifica 07/02/2012 17:31

Uno studio della banca elvetica in collaborazione con la London Business School evidenzia i risultati migliori ottenuti dalle varie asset class dal 1900 a oggi

Come ogni inizio anno le principali banche d’affari e case d’investimento aggiornano la propria “visione del mondo” scommettendo su quelli che potrebbero essere i principali temi d’investimento e trend sui mercati finanziari per l’anno appena avviato.

Non sfugge a questa regola il Credit Suisse che diffonde oggi la versione aggiornata del suo “Yearbook” suddiviso in tre sezioni dedicate rispettivamente all’inflazione, alle valute e alla propensione al rischio, peraltro basandosi tuttavia non sul quadro attuale ma un’analisi che spazia su 112 anni, accompagnato da un “SourceBook” che fornisce un aggiornamento completo delle performance degli investimenti dal 1900 a oggi di tutte le principali categorie di investimento e sui premi di rischio e di stile di investimento nei mercati globali, un lavoro imponente realizzato in collaborazione con la London Business School.

Secondo le risultanze dell’analisi, in particolare, le obbligazioni performano bene in una fase di deflazione e beneficiano della copertura valutaria, mentre le azioni non rappresentano una buona copertura contro l’inflazione, ma beneficiano della diversificazione internazionale e la propensione al rischio appare ora in ripresa dopo essere drasticamente calata l’anno passato.

In particolare in termini di ritorni in periodi di eccesso d’inflazione, le azioni performano bene quando l’inflazione si trova in un range da basso a medio ad una cifra, mentre le obbligazioni generano i risultati migliori in periodi di deflazione.

L’esame dell’impatto delle fluttuazioni delle valute sui portafogli globali mostra come investire in un indice globale azionario piuttosto che domestico, riduce la volatilità, mentre gli investimenti “cross–border” in bond aggiungono rischio al portafoglio soprattutto attraverso l’esposizione valutaria. Lo studio rivela anche che gli investimenti in paesi esteri dopo periodi di debolezza della valuta in media genera ritorni superiori e che pertanto in quei periodi un’esposizione ad azioni “cross-border” potrebbe essere la cosa migliore.

Azioni sul documento
Commenta 07 febbraio 2012 17:31
Iscriviti a Soldi-daily
 
Ogni mattina nella tua mail-box con notizie di economia, finanza e i fatti del giorno.
 
E-mail  
 
SoldiTV

 

In Edicola

 
   
Gli Articoli Piu'
 
Gli Articoli del Giorno
   
Tag Cloud
 
_