i mercati si attendevano la mossa da tempo
Credit Suisse: da S&P's critica a politiche europee anticrisi
Gli analisti non cambiano idea per quanto riguarda l'analisi creditizia e dei fondamentali dell'Eurozona ma avvertono: potrebbero esserci ulteriori ripercussioni
Le decisioni prese da Standard & Poor’s in materia di rating sovrani dell’eurozona “sono state guidate dalla valutazione che le iniziative politiche che sono state adottate dalle autorità politiche europee nelle ultime settimane potrebbero essere insufficiente per affrontare pienamente la crisi sistemica dell’Eurozona”.
Lo ricordano oggi in un report in cui valutano l’impatto di tali decisioni gli analisti del Credit Suisse che notano come inoltre, l’agenzia abbia ridotto anche la sua valutazione circa la vulnerabilità esterna per i paesi, che sono “più a rischio di una crisi di natura economica e di un deterioramento delle condizioni di finanziamento, ad esempio a causa della loro grande esigenze di finanziamento dall’estero”. Questo rischio, notano gli esperti svizzeri, “riguarda in particolare Spagna, Italia e Portogallo”, data “la mancanza di una soluzione politica globale per la crisi in atto del debito sovrano che ha colpito tutti i paesi dell’Eurozona”.
Ciò non di meno il Credit Suisse conferma la propria valutazione sia sui fondamentali creditizi sia sulle emissioni in circolazione di titoli di stato, dato che “al momento in cui scriviamo l’impatto derivante dalla decisione di Standard & Poor’s appare limitato sui rendimenti dei titoli sovrani o sugli spread tra bond governativi europei, visto che queste decisioni erano state ampiamente previste”.
Vi potrebbero tuttavia essere ulteriori contraccolpi sui rating di enti sovranazionali come la Bei, mentre pure il rating del fondo salva stati Efsf rischia di essere ridotto di un notch secondo gli analisti, che si attendono maggiore chiarezza riguardo alle implicazioni in termini di rating della mossa di S&P’s nelle prossime settimane.


