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consiglio: evitare i titoli ciclici, ma non ridurre troppo il peso dell'azionario

Credit Suisse: per risolvere la crisi esistono solo due strade

creato da Luca Spoldi ultima modifica 24/11/2011 16:32

Crescita o mutualizzazione del debito: la prima è possibile con un euro molto più debole, la seconda potrebbe risultare efficace anche garantendo solo parzialmente il debito Ue

Mentre la Bce continua a insistere che la soluzione alla crisi del debito deve essere politica e passare per un’unione fiscale con regole chiare per tutti i membri di Eurolandia e mentre i governi continuano a rispondere troppo lentamente per il gusto dei mercati, gli analisti di Credit Suisse in una nota provano a suggerire quello che ancora deve essere fatto per arrivare ad una stabilizzazione dei mercati medesimi.

Due le strade: la crescita o la mutualizzazione del debito (con la nascita di Eurobond comunitari, ndr). La crescita pare possibile solo a patto di un euro molto più debole (intorno a 1,10 contro dollaro), possibilmente attraverso un’ulteriore espansione del bilancio della Bce; la mutualizzazione sembra peraltro possibile visto che nel complesso il debito che grava sui paesi membri di Eurolandia è inferiore a quello degli Stati Uniti.

La soluzione più realistica? Per gli esperti elvetici passerebbe per l’emissione di Eurobond che garantiscano parzialmente il debito (per un importo non superiore al 60% del Pil sottostante) e il lancio di un vero e proprio quantitative easing da parte della Bce una volta esaurite le misure convenzionali nel caso di un ulteriore aggravarsi della crisi del debito sovrano europeo (probabilmente nel primo trimestre del prossimo anno).

Restano residuali (pari al 10%), secondo gli esperti, i rischi di uno “spezzatino” di Eurolandia, con l’uscita di alcuni degli attuali paesi membri, dato che i costi diretti di una simile soluzione sono stimabili in circa 600 miliardi di euro ai danni dei paesi “core” (mentre i costi indiretti rischierebbero di essere persino superiori). Pertanto gli esperti suggeriscono di rimanere sotto pesati di titoli azionari ciclici, specie nei settori legati a spese societarie discrezionali (dalla pubblicità al settore alberghiero fino ai beni capitali). In previsione di una soluzione politica gli analisti suggeriscono peraltro di rimanere complessivamente a benchmark per la componente azionaria di un portafoglio d’investimento.

 

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