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il rendimento del btp a 10 anni balza al 7,46%

Crisi, per Barclays l'Italia è già oltre il punto di non ritorno

creato da Luca Spoldi ultima modifica 09/11/2011 19:22

Occorre ridare fiducia ai mercati ma le dinamiche negative in atto sono molto difficili da interrompere

Con una nota intitolata “L’Italia può salvare se stessa?” la banca d’affari britannica Barclays Capital mette in dubbio la possibilità per il Belpaese di evitare di fare la fine della Grecia, ipotesi che in queste ore appare minacciosamente vicina, con il rendimento sul Btp decennale italiano che alle ore 12.55 tocca il 7,46% mentre lo spread Btp-Bund sui 10 anni schizza al 5,72%.

Riforme politiche in Italiasono necessarie per accrescere la fiducia nel credito italiano” spiegano gli analisti, aggiungendo che “tuttavia, la storia insegna che dinamiche negative di mercato auto-rafforzantesi (come quelle) che ora minacciano l’Italia sono molto difficili per rompere.” A questo punto “l’Italia potrebbe essere oltre il punto di non ritorno. Mentre riformare può essere necessario, dubitiamo che le riforme economiche italiano da sole saranno sufficienti a riabilitare il credito italiani ed eliminare la possibilità di una debilitante crisi di fiducia che potrebbe sopraffare gli effetti positivi di un programma di riforme, per quanto ben concepito e attuato”.

Con o senza Silvio Berlusconi, insomma, il problema potrebbe non cambiare molto e per quanto sia “un passo nella giusta direzione”, gli esperti britannici ritengono che lo stesso Efsf “non sia una adeguata rete di sicurezza per isolare paesi come l’Italia dal contagio e che dinamiche di mercato cortocircuitanti da “circolo vizioso” potrebbero sopraffare gli sforzi dei paesi per regolare e riformare”. Anche perché i governi stranieri e l’Fmi “potrebbero fornire liquidità, ma non credito”. La crisi resta come detto più volte una crisi di fiducia, mentre le misure messe in campo si limitano a fornire liquidità al mercato e dunque non offrono la soluzione necessaria ed efficiente, tanto che secondo gli esperti sarebbe “poco pratica (anche) l’alternativa di un rafforzato impegno da parte della Bce di agire come prestatore di ultima istanza peri governi più precari della  zona euro” come accaduto finora con gli acquisti di Btp e Bono sul mercato da parte di Eurotower.

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Commenta 09 novembre 2011 14:10
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