Declassamenti S&P: i mercati se ne infischiano
L'ondata di tagli da parte dell'agenzia di rating statunitense non sembra aver preoccupato le Borse europee che chiudono la seduta...
Dopo il taglio di Standard & Poor's di venerdì sera, a mercati chiusi, si pensava a un inizio di settimana contrassegnato dalle vendite, con decisi ribassi nell'eurozona e spread in risalita. N on è stato così.
Colpita da un downgrade di ben due gradini l'Italia è stata, anzi, la piazza migliore in Europa. Il Ftse Mib ha infatti registrato un rialzo dell’1,4% a 15.221 punti, molto vicino al massimo di 15.247 punti. Intonata anche Francoforte con il Dax che è salito dell'1,25%. Bene anche Parigi a +0,89% nonostante la Francia abbia perso la sua tripla A, e Londra che ha archiviato al giornata a +0,37%.
Le migliori a Piazza Affari sono state Stmicroelectronics a +7,23%, con scambi pari a una volta e mezza la media di seduta. Comprata anche Fiat, grazie ai giudizi positivi di un'importante casa d'affari e dopo l'annuncio della conferma dei target 2011: il titolo guadagna il 7,04% a 4,164 euro. Bene anche Exor (+6,58%) e Fiat Industrial (+3,93%).
Miste le banche, con Bpm a +4,69%, mentre maglia nera a Mps, che perde 2,92%.
Buone notizie anche per il rendimento dei Btp decennali italiani che è sceso di 2 punti base al 6,57%. Lo spread con il Bund si è ristretto a 481 punti.
Secondo alcuni esperti in parte l'effetto downgrade era già stato digerito dai listini. È infatti dal 5 dicembre che si sapeva della messa sotto osservazione di 15 paesi dell'eurozona.
"Ormai il mercato sta cominciando ad accogliere i giudizi delle agenzie di rating alla stregua di una dichiarazione di Soros" ha detto un'analista.
Ora però gli occhi sono puntati sulle altre due sorelle del rating, Moody's e Fitch, da cui potranno arrivare altri giudizi. Ma, soprattutto, si guarda alle prossime mosse di S&P perchè, norma vuole, che dopo il rating di un Paese, a essere declassate siano le banche.


