Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Sezioni
Strumenti personali
Tu sei qui: Home news-primo-piano-40 Eba chiede alla banche Ue 114 miliardi di euro
A A A

Eba chiede alla banche Ue 114 miliardi di euro

creato da Daniel Settembre ultima modifica 09/12/2011 18:06

L'European banking authority ha valutato il deficit delle banche Ue a 114 miliardi. Sono 15 miliardi quelli richiesti alle banche italiane

Le valutazioni svelate dall'Eba, l'Autorità bancaria europea, hanno colpito maggiormente le banche tedesche, che dovranno cavviare aumenti di capitali maggiori di quanto ci si aspettasse.

Il computo totale del deficit delle banche europee, secondo l'Eba, è  di circa 115 miliardi, 8 miliardi in più rispetto ai 106 precedentemente stimati. Il traguardo è il 9% di Core Tier 1, il famoso indice di patrimonializzazione, e le banche coinvolte dovranno comunicare alle autorità nazionali le loro mosse entro il 20 gennaio.

Nel dettaglio Commerzbank è chiamata a consolidare il proprio capitale di 5,3 miliardi di euro contro i 2,9 che stimati un mese e mezzo fa, mentre Deutsche Bank 3,2 miliardi, contro i 2,8 precedenti.

Per quanto riguarda gli altri paesi, lo sforzo maggiore spetta alla Grecia con un aumento necessario di circa 30 miliardi. Poi la Spagna coi i suoi 26 miliardi e l'Italia che dovrà accollarsi aumenti per circa 15 miliardi contro i 14,7 miliardi precedenti: una leggera correzione insomma.

Le banche italiane

Monte dei Paschi di Siena dovrà raccogliere entro giugno 3,26 miliardi di euro per portare il suo Core Tier 1 al 9%, contro la precedente richiesta di 3,09 miliardi di euro.

L’istituto di Rocca Salimbeni, nella nota diffusa ieri sera, rimsottolinea il fatto che la decisione “di ipotizzare il conseguimento di un Core Tier 1 ratio del 9% entro giugno 2012 non appare appropriata per banche che svolgono quasi esclusivamente attività di credito a servizio delle famiglie e delle imprese e i cui rischi finanziari sono legati sostanzialmente all’esposizione verso titoli governativi italiani. Tale richiesta ha comportato e rischia di comportare gravi impatti negativi per l'economia italiana, con specifico riferimento all’attività di erogazione del credito, nonché distorsioni della concorrenza su scala europea e nazionale. Per tali ragioni Banca Monte dei Paschi di Siena si augura che le attuali previsioni dell’EBA possano essere riviste quanto prima, prevedendo un diverso livello di Core Tier 1 per le banche domestiche a vocazione retail”.

Necessità di un aumento di capitale anche per UniCredit, un impegno che sarà pari a 7,97 miliardi di euro, dato superiore ai 7,4 miliardi stimati ad ottobre.

La banca di Piazza Corduzio specifica che includendo la ristrutturazione dei cashes e l'aumento di capitale recentemente annunciato avrà un buffer di 1,7 miliardi come conseguenza di un Core Tier 1 del 9,4% rispetto al livello richiesto del 9% da raggiungere entro fine giugno.

Infine, si salva Intesa Sanpaolo che "soddisfa il criterio del 9% relativo al coefficiente Core Tier 1 dopo la rimozione dei filtri prudenziali sulle esposizioni sovrane nel portafoglio disponibile per la vendita (AFS) e la valutazione prudente, che rispecchia gli attuali prezzi di mercato, delle esposizioni sovrane nel portafoglio relativo a strumenti detenuti fino a scadenza (HTM) e in quello relativo ai crediti (L&R)", come recita una nota di Ca' de Sass.

Pronta al reazione dell'Associazione Bancaria Italiana che afferma che l'esercizio effettuato dall' autorità europea "appare viziato da una non omogenea applicazione dei criteri di determinazione delle attivà ponderate per il rischio tra le differenti giurisdizioni europee", Per l'Abi questa differenza di valutazione di calcolo  "possono far emergere deficit patrimoniali che non riflettono una reale esposizione al rischio, costringendo per le banche ad effettuare delle ricapitalizzazioni non necessarie con rilevanti conseguenze negative".

L'Abi, inoltre, ribadisce che "i tempi dell'esercizio e delle conseguenti ricapitalizzazioni siano inopportuni e in netta controtendenza rispetto alla condivisa opinione che le regole non debbano aumentare la ciclicità dell'economia.

In un contesto macroeconomico debole le richieste dell'Eba possono "spingere ad una riduzione degli attivi e ad una conseguente contrazione del credito erogato all'economia. Sotto questo profilo sorprende che l'esercizio dell'Eba non sia stato preceduto da alcuna valutazione d'impatto. Per tali ragioni l'ABI, oltre a richiedere formalmente che l'esercizio sia profondamente rivisto, si riserva di verificare in ogni sede la legittimità dello stesso".

Azioni sul documento
Commenta Daniel Settembre | 09 dicembre 2011 10:35
Iscriviti a Soldi-daily
 
Ogni mattina nella tua mail-box con notizie di economia, finanza e i fatti del giorno.
 
E-mail  
 
SoldiTV

 

In Edicola

 
   
Gli Articoli Piu'
 
Gli Articoli del Giorno
   
Tag Cloud
 
_