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ordinarie in calo del 3% a 3,86 euro per azione

Fiat soffre in borsa, riflettori sul futuro di Chrysler

creato da Luca Spoldi ultima modifica 09/01/2012 16:28

Marchionne resta fino almeno al 2015 ed appare sempre più concentrato sul mercato americano, ma a Piazza Affari il titolo non brilla

La Fiat sempre più americana non fa scintille a Piazza Affari: dopo che Sergio Marchionne ha chiarito che non intende lasciare prima del 2015 ma che potrebbe iniziare a valutare piani per una sua successione “dall’interno” dopo tale data, quando il lavoro per fondere Chrysler e Fiat (che già ne controlla il 58,5% del capitale) in un unico produttore mondiale con una crescente presenza del marchio americano all’estero (mentre in Italia si fa sempre più incerto il destino degli stabilimenti tricolori), oggi i media americani dedicano attenzione ai futuri modelli “made in Detroit”, tra cui il refresh del Suv Jeep Grand Cherokee (che debutterà al prossimo salone di Detroit nel 2013), una nuova versione del Dodge Durango (nel 2014) e qualche novità come il Jeep Gran Wagoner e il successore del Jeep Liberty nel 2015.

In mezzo ci sarà il tempo anche il tempo per rinfrescare il Jeep Patriot e il Jeep Compass e lanciare una nuova versione dell’auto sportiva Viper, nonché, nel corso della seconda metà del 2013 (un anno che almeno per Chrysler sarà molto impegnativo sotto il profilo del rinnovo della gamma, mentre per quest’anno verrà lanciato solo un modello nuovo) per lanciare un cross over a marchio Maserati (provvisoriamente chiamato Kubang) destinato peraltro ad essere venduto negli Usa prima di essere distribuito anche su altri mercati internazionali, Italia compresa.

Il cross over (un cui prototipo, visibile anche sul sito ufficiale di Maserati, è stato presentato al salone di Francoforte dello scorso settembre) verrà prodotto presso l’impianto di Jefferson North, a Detroit, dove sono già in produzione la Jeep Grand Cherokee (sulla cui base è stato sviluppato Kubang) e il Dodge Durango e dove si è al lavoro per far partire un terzo turno di lavoro così da far fronte all’incremento della domanda che si spera possa contagiare anche l’Alfa Romeo che sempre nel 2013 dovrebbe tornare negli Usa. Nel frattempo gli italiani si faranno piacere la nuova Panda prodotta a Pomigliano, decretandone si spera un successo superiore a quello che la Fiat 500 non abbia avuto (in verità di gran lunga inferiore alle attese, tanto che c’è chi parla senza mezzi termini di un “fiasco”) negli States, mentre il titolo Fiat Spa in borsa non brilla nonostante tutte queste notizia e perde circa 3 punti percentuali a poco più di 3,86 euro per azione a metà pomeriggio.

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Commenta 09 gennaio 2012 16:30
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