Crisi, la francia sotto la pressione dei mercati finanziari
Francia nel mirino delle agenzie, ora anche Fitch avverte Parigi
Dopo Moody’s, il 17 ottobre, arriva anche l’avvertimento di Fitch, ultima a prendere di mira il rating sovrano tripla A di Parigi per un possibile declassamento.
Pochi giorni fa l’avvertimento di Moody’s, poi l’errore tecnico di Standard & Poor’s che aveva pubblicato, e ritrattato, il declassamento del paese, infine, a completare il quadro arriva anche la terza, e ultima delle agenzie di rating Fitch a prendere di mira la Francia.
In un report speciale sulle finanze pubbliche d’oltralpe l’agenzia americana ha messo in guardia Parigi, facendo sapere che potrebbe abbassare l’attuale rating a tripla A, voto massimo tra giudizi sul debito.
Gli occhi sono rivolti alle attuali condizioni economiche e alla possibilità di un acuirsi della crisi del debito, che potrebbe provocare un rallentamento economico in Francia e forse in tutta Europa. Eventualità che costringerebbe gli Stati ad andare in soccordo delle banche.
“All'interno di uno scenario di stress in cui un ulteriore intensificazione della crisi della zona euro porti a un peggioramento più intenso del ciclo economico in Francia e all'interno del blocco, e in cui il rischio materiale di passività contingenti si sia cristallizzato, specialmente riguardo il supporto al settore bancario” recita la nota di Fitch “il rating AAA francese sarebbe a rischio”.
Sempre secondo l’agenzia la Francia merita il giudizio massimo, ma potrebbe essere costretta a ulteriori misure fiscali se vuole raggiungere l'obiettivo del rapporto deficit/Pil del 3% nel 2013, come si è impegnato a fare il Governo.
Le stime attuali sono, invece, quelle di un deficit pari al 4%, in uno scenario che porterebbe il rapporto debito/Pil al suo massimo del 91,7% nel 2014 che salirebbe al 95% considerando l’eventuale utilizzo dell’intera quota di Parigi nel fondo europeo salva-stati Efsf, pari a 158 miliardi di euro.
Che la Francia sia finita sotto gli occhi severi dei mercati finanziari lo si è potuto capire in questi giorni dalle continue tensioni dello spread con i titoli di Stato della Germania, che pochi giorni fa a superato la soglia dei 200 punti base.


