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Assiom Forex, gli operatori si ritrovano a Parma

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 16/02/2012 13:31

Il 17 febbraio cominciano i lavori della 18esima edizione del congresso Assiom Forex

Siamo un popolo di santi, poeti, navigatori. E operatori finanziari. Lo sa bene Assiom Forex, realtà che ha raggiunto gli oltre 1.500 associati. Venerdì 17 febbraio, il presidente Giuseppe Attanà aprirà a Parma i lavori del congresso, giunto alla sua 18esima edizione.

Presidente, cosa ci dice di Assiom Forex?

Assiom Forex prosegue nel proprio processo di graduale crescita, sia in termini di numero di associati, nonostante la profonda crisi che sta vivendo il settore in cui operiamo, sia in termini di numero di aziende rappresentate. Abbiamo potenziato la nostra presenza in seno all’associazione internazionale, dove ora occupiamo i ruoli di tesoriere e di responsabile del board of education. L’attività di formazione, che resta il punto di forza dell’associazione, è proseguita per tutto il 2011 a ritmo sostenuto. Sono stati tenuti 41 corsi di formazione per un totale di 79 giornate formative, che hanno visto l’adesione di oltre 400 partecipanti. Sono stati inoltre organizzati, in collaborazione con altre società e istituzioni, 11 convegni su temi di attualità. Abbiamo ora in corso il consolidamento della struttura organizzativa, con lo scopo di razionalizzare l’attività e il numero delle commissioni di lavoro, per conferire maggiore concretezza all’attività svolta nei singoli settori di operatività.

Perché eventi come questo di Parma sono così importanti per lo spirito associativo?

Il congresso annuale presenta diversi momenti, differenti tra loro, tutti di grande rilievo per l’attività e per lo spirito dell’associazione. Ci sono il workshop e la tavola rotonda che, a lato dell’intervento del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco - che ovviamente è il fulcro di tutto il congresso - rappresentano il momento dell’aggiornamento professionale. C’è poi l’assemblea annuale, durante la quale ci si confronta su quanto è stato fatto e sugli obiettivi, e questo rappresenta il momento del lavoro e della passione per questa attività. Ci sono poi momenti di svago, come la cena sociale e, quest’anno, un breve spettacolo di intrattenimento, che rappresentano un momento di aggregazione. Tutti questi passaggi favoriscono la circolazione delle idee, gli scambi di esperienze e costituiscono dunque un momento di crescita per tutti.

Veniamo allo scenario economico. Lo spread del Btp sul Bund sembra avere recentemente invertito la rotta, con potenziali benefici immediati a partire dalla fiducia. Lei che idea si è fatto?

Certamente i livelli attuali di spread iniziano a rappresentare in maniera più credibile il differenziale di rischio tra Italia e Germania sulla scadenza decennale. Occorre peraltro tenere conto che non si tratta di una espressione “precisa e oggettiva”, in quanto influenzata da diversi fattori tecnici che attualmente incidono particolarmente sulla domanda e l’offerta delle attività finanziarie sottostanti, quali gli interventi della Bce sul mercato, le vendite legate alle variazioni di rating del Paese, che obbligano a liquidazioni forzate, e così via. Ciò premesso, considerando anche l’attuale livello di spread tra i Bund e i titoli spagnoli (che a livello di rischio realisticamente non possono considerarsi molto diversi dai nostri), è ragionevole pensare che ci possano essere ancora spazi di miglioramento.

Da una parte il rigore, dall’altra le richieste della Bce. Lei cosa ne pensa?

In effetti, da un lato abbiamo la necessità di rigore per centrare gli obiettivi di bilancio e contenere i rendimenti dei titoli di Stato, un rigore che costerà all’Italia una flessione di due punti di Pil nel 2012, secondo le stime del Fmi. In questo scenario, l’autorità bancaria europea insiste nel chiedere alle banche impegnativi aumenti di capitale. Senza dubbio ci sono apparenti contraddizioni tra alcuni provvedimenti e gli obiettivi prioritari dichiarati. La via di uscita consiste nella saggezza e nel buon senso dei politici europei, che devono trovare opportuni punti di mediazione tra le giuste e rigide regole, che devono ispirare comportamenti etici e virtuosi, e i tempi di entrata in vigore di queste giuste regole, che non devono compromettere i risultati finali cui si tende. Occorre dunque, in alcuni casi, una maggiore coerenza.

Quali sono le sue attese in vista della nuova maxioperazione della Bce di fine mese?

Proseguirà con tutta probabilità la “ristrutturazione” dell’indebitamento del sistema verso la Banca centrale europea, con un probabile nuovo aumento del ricorso complessivo. Attualmente, su circa 800 miliardi di finanziamento, il 63% circa è costituito da finanziamenti a tre anni. Con la nuova asta, il ricorso complessivo potrebbe superare i 1.000 miliardi, con la componente a tre anni che potrebbe arrivare a costituire l’80% circa di tale indebitamento. Poiché ciò avrebbe riflessi immediati sulla liquidità in eccesso di sistema, determinerebbe un aumento delle somme depositate in deposit facility presso Bce e un’ulteriore diminuzione dei tassi interbancari sulle scadenze fino a tre o sei mesi.

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Commenta Alessandro Bonini | 16 febbraio 2012 12:30
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