Merkel-Sarkozy: il vertice salva-euro
Il faccia a faccia franco-tedesco per salvare la moneta unica. Verso un nuovo Trattato dell’Unione europea. Sarkozy: "Italia non è la Grecia".
L’ormai sempre più frequente vertice bilaterale tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel si è chiuso con un importante segnale per il nostro paese: “La Grecia è un caso particolare, non possiamo paragonare una grande economia come quella italiana, o quella spagnola, a quanto è successo ad Atene” come ha sottolineato l’inquilino dell’Eliseo.
Ma a parte questa iniezione di fiducia, l’incontro tete-à-tete tra i due leader è stato voluto per arginare le continue turbolenze dei mercati a causa della crisi del debito in Europa.
Una colazione di lavoro al seguito del quale si è tenuta una conferenza stampa per spiegare il piano franco-tedesco per salvare la moneta unica e che sarà completata da una lettera congiunta al presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy mercoledì.
Un accordo che sembra essere il “più completo possibile” secondo Sarkozy.
La più importante novità riguarda la volontà condivisa di stilare un nuovo Trattato dell’Unione Europea, che sia un trattato a 27 in modo che “nessuno si senta escluso”.
Le proposte avanzate sono più o meno le stesse che si rincorrono ormai da tempo: introdurre la 'regola d’oro di bilancio' nella Costituzione di ogni singolo paese membro; tenere una riunione tra i capi di Stato e di governo dell’area euro “tutti i mesi fino a quando durerà la crisi, e ogni volta con un ordine del giorno preciso”; sanzioni automatiche per i Paesi che non rispetteranno la regola del deficit al 3% del Pil; anticipare l’introduzione dell’Esm, il meccanismo permanente di stabilità che andrà a sostituire l’attuale fondo salva-stati, l’Efsf, al 2012 invece che nel 2013.
Oltre all’ennesima conferma del niet tedesco da parte della Merkel, ora anche si accoda anche Sarkozy, per il quale gli eurobond “non sono in alcun caso una soluzione alla crisi”.
Infine la Bce, che dovrà agire in “assoluta indipendenza”, sorretta dalla fiducia di tutti “senza nessun commento, positivo o negativo, sul suo operato”.
Un ultimissimo messaggio da Parigi: “la Francia pensa che la sua alleanza con la Germania e con il cancelliere tedesco sia un elemento strategico essenziale. Sono le due grandi economie dell'Europa. Non possiamo prendere il rischio di una divergenza tra questi due paesi, altrimenti si rischia lo scoppio dell'Ue e della zona euro”.


