a fine mese l'assemblea dei soci per decidere che fare
Monti Ascensori a un bivio: cavaliere bianco o liquidazione
Servono almeno 20 milioni di euro di mezzi freschi per garantire la sopravvivenza del gruppo industriale bolognese
Sospensione che da giornaliera si trasforma a tempo indeterminato per Monti Ascensori a Piazza Affari, dopo che l’azienda bolognese in una nota ha annunciato di essere a un bivio dopo preso atto “delle difficoltà emerse per la presentazione di una istanza di concordato preventivo in continuità”.
Ciò a causa del fatto che in assenza di una vera e propria quantificazione economica degli addebiti mossi (“ad oggi non è stato ancora notificato alcun avviso di accertamento” spiega Monti Ascensori), si è generata “una alea di notevole incertezza in quanto la proposizione di una domanda di concordato preventivo avrebbe comportato un accantonamento di somme difficilmente, ad oggi, quantificabili” dato che la stima finora pari ad una forchetta di 2,5 - 3,5 milioni di euro “sarebbe stata, dal nominando Commissario Giudiziale, sicuramente alzata, in via cautelativa” fino al massimo ipotizzato da un processo verbale di constatazione (9 milioni di euro).
Inoltre “l’elevato numero dei “Patrimoni Destinati” deliberati dalla società dall’1/1/2008 ad oggi (una dozzina in cui sarebbero confluiti altrettanti rami d’azienda ceduti da Monti Ascensori, ndr), ha generato notevoli dubbi sulla gestione dei medesimi sia in caso di un default dei singoli Patrimoni Destinati quanto in caso di default in capo alla società generante i medesimi”.
Nella sua nota Monti Ascensori (per la quale la Fiom di Bologna da qualche giorno parla pubblicamente di rischio di fallimento) sottolinea anche come la perdita al 30 settembre scorso era salita, secondo “le prime evidenze contabili”, a 18 milioni di euro dai 13,8 milioni di fine giugno mentre il patrimonio netto è negativo per 17 milioni di euro (dai -12 milioni della fine del primo semestre) e dunque sussistono i presupposti per l’abbattimento (ed eventuale ricostituzione) del capitale sociale. Pertanto, “salvo l’ipotesi dell’entrata di un potenziale partner industriale o finanziario che assuma impegni per la ricapitalizzazione della società, che si stimano in una cifra non inferiore ai 20 milioni di euro” resterebbe solo “il ricorso a una procedura di liquidazione”
Da giugno Monti ha affidato a La Compagnia Finanziaria di cercare di trovare un accordo con le banche su circa 30 milioni di euro di indebitamento e selezionare un potenziale “cavaliere bianco” pronto a investire nel gruppo: tra i nomi fatti vi sono il concorrente finlandese Kone e quello tedesco Vestner. L’ultima parola passa ora all’assemblea straordinaria dei soci che dovrà prendere atto della situazione, valutare eventuali offerte e decidere che fare il prossimo 30 novembre (o l’1 dicembre in seconda convocazione).


