Nel 2011 il risparmio delle famiglie ai minimi storici
Secondo il rapporto del Centro studi di Confindustria calano i consumi delle famiglie e c’è il rischio di...
La fotografia scattata dal Centro studi di Confindustria non è tra le più rosee, soprattutto per le famiglie italiane.
Secondo il rapporto, infatti, le famiglie continueranno a difendere lo standard di vita, accentuando gli acquisti in offerta, modificando le abitudini di spesa e rinviando il rinnovo di beni semidurevoli e durevoli.
“Gi spazi per una ulteriore erosione del risparmio appaiono, invece, ristretti” affermano gli esperti di Viale dell’Astronomia. “La spesa delle famiglie aumenta dello 0,6% nel 2011, in rallentamento dal +1% del 2010 e per il 2012 è attesa una diminuzione dell'1%, cui seguirà un recupero dello 0,4% nel 2013”.
Le famiglie italiane risparmiano molto meno di un tempo, quindi, e la discesa del tasso di risparmio, in atto dal 2002, ha accelerato negli ultimi due anni.
Uno scenario fosco, complice la crisi del debito che avrà gravi conseguenze, se non sarà risolta, sull’erogazione di credito a imprese e famiglie da parte delle banche. Secondo Via Nazionale, infatti, c’è il rischio concreto di un credit crunch per l’economia reale, “una quota crescente di imprese fatica a ottenere prestiti dalle banche e si profila all’orizzonte un ulteriore brusco peggioramento se non si normalizza il rendimento dei titoli di Stato”.
Secondo le stime degli analisti il tasso dei Btp decennali nei primi mesi del 2012 dovrebbero assestarsi “ben sotto il 5%, al 4,7% nel 2013, altrimenti il costo della raccolta obbligazionaria delle banche rimarrà su valori incompatibili con l'erogazione di credito a imprese e famiglie”.
Non c’è da festeggiare neanche per quanto riguarda il mercato del lavoro: l'occupazione calerà dello 0,6% l'anno prossimo e dello 0,2% in quello seguente, con 957mila unità di lavoro e 800mila persone occupate in meno rispetto all'inizio del 2008. Il tasso di disoccupazione raggiungerà il 9% a fine 2012, rimanendo poi a tale livello nel corso del 2013. Tra i più colpiti dalla crisi, giovani (-24,4% nella fascia 15-24enni e -13,3% per i 25-34enni da metà 2008 a metà 2011).


