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Sì, questo matrimonio s'ha da fare

creato da Gianluca Anghinelli ultima modifica 02/02/2012 15:17

L’analisi di Roghi (Invest Banca): nella nuova società ci sono indubbi punti di forza

La partita Unipol-Fonsai è appena cominciata. Un’operazione, che se andrà a buon fine, porterà alla creazione del secondo polo assicurativo italiano nonché numero uno nel ramo danni. La fusione a quattro, che coinvolge anche Premafin e l’altra controllata Milano Assicurazioni, non vedrà la luce tanto presto: dovrà infatti passare al vaglio di tutti i regulator, Antitrust in testa, e soprattutto attraverso un turbine di impegnativi aumenti di capitale.

E alla finestra, non dimentichiamolo, c’è il colosso francese Axa. Chi saranno dunque vincitori e vinti? S’intende, in termini di performance azionarie. Il piano per il riassetto è già cambiato in corsa dietro “ispirazione” della Consob. Niente opa sulla (sola) Premafin ma un aumento di capitale riservato a Fonsai. E niente buonuscita alla famiglia Ligresti. La reazione dei mercati non s’è fatta attendere: Premafin il giorno successivo ha registrato un crollo del 22%, dopo che dallo scorso 13 gennaio, data di annuncio della fusione, aveva segnato un rialzo del 9,83%. Punite anche Fonsai e Milano Assicurazioni (che in precedenza avevano guadagnato oltre il 10%) mentre Unipol dal 13 gennaio scorso si colloca intorno alla parità. Viaggia indisturbato il Leone di Trieste: per la cronaca, Generali da quella data segna un rialzo di un paio di punti percentuali. Secondo Gabriele Roghi, responsabile delle gestioni patrimoniali di Invest Banca, l’operazione non è stata gestita nel modo più efficace possibile.

“Il mercato è rimasto molto scettico di fronte al continuo mutamento delle cifre sul tavolo e delle modalità che avrebbe seguito il processo di aggregazione”, spiega. “È bene ricordare che l’operazione nel breve termine ha un carattere prettamente difensivo e di salvataggio, con Fonsai che versa in condizioni piuttosto gravi. Passata la fase di integrazione, che dovrà far “digerire” le indubbie criticità di Fonsai a Unipol, ci sono degli indubbi punti di forza per la nuova società, che avrà una quota nazionale del ramo Danni superiore al 30% e sarà posizionata anche sul Vita con una market share superiore al 10%. Se le risorse del gruppo Unipol saranno ben spese, le prospettive per quello che sarà il secondo gruppo assicurativo italiano e uno dei primi dieci in Europa potrebbero essere soddisfacenti e remunerative per gli investitori.

Le prospettive di medio termine risultano ben supportate anche dall’interesse che il gruppo assicurativo francese Axa sta evidenziando per Fonsai o per alcuni asset di questa. Un po’ come per tutto il sistema Italia, è fondamentale superare il momento di crisi e di mancanza di liquidità, perché in effetti i valori patrimoniali ci sono e restano appetibili per coloro che hanno risorse per superare la momentanea difficoltà”. Il confronto con Generali sul mercato nazionale, aggiunge Roghi, è al momento prematuro. “Dovrà passare del tempo prima che le potenzialità del nuovo gruppo Uni-Fonsai possano tradursi in crescita di quote di mercato.

Al momento, quindi, la leadership del Leone di Trieste resta inattaccabile e un confronto con la nuova entità al momento non è proponibile. Solo in caso di un ingresso in forze di un gruppo come Axa attraverso un’azione sulle azioni Fonsai o con un compromesso su un ramo d’azienda - il caso Edf-Edison potrebbe essere riproposto in campo assicurativo? - darebbe al gruppo francese la capacità di insidiare le Generali sul proprio mercato domestico. Anche in questo caso, si possono trovare i tratti distintivi del momento di difficoltà, riconducibile alla liquidità, che attraversa il nostro Paese, ma che non deve far dimenticare che i valori di patrimonio sono molto maggiori dei debiti e delle perdite di conto economico: attenzione quindi a non farsi prendere dal panico e dai cattivi consigli”, conclude l’esperto, “per evitare di procedere a uno svendi Italia che dissiperebbe la ricchezza nazionale pubblica e privata”.

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Commenta Alessandro Bonini | 02 febbraio 2012 15:17
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