Suona l'ora dei risultati trimestrali
Il gruppo presieduto da Franco Bernabè sarà fra i prossimi in Italia a rendere noti i conti
Il quarto trimestre del 2011 rappresenterà probabilmente il fondo del barile. Almeno così la pensano gli analisti a cui SOLDI ha chiesto un parere sui conti in arrivo dalle società del Ftse Mib. La cattiva notizia è che, secondo il consensus di Bloomberg, alla fine Piazza Affari segnerà un poderoso calo degli utili: circa il 27% anno su anno. Quella bella è che questo valore si sarà il punto di minimo, a partire dal quale si potrà solo migliorare. “Anche perché”, spiega Edoardo Chiozzi Millelire, responsabile per l’Italia di Convictions am, “la curva dei tassi si sta normalizzando con la riduzione dei rendimenti a breve, che sono il segmento attraverso cui il credito si trasferisce di fatto all’economia”.
Intanto le società hanno iniziato a snocciolare i dati e a disegnare una fine dell’anno a tinte davvero fosche per gli azionisti. Per esempio, gli annunci ripetuti di taglio o riduzione delle cedole, che danno la misura di quanto grave sia il problema della liquidità. Oltre a Telecom Italia, che riporterà la trimestrale il 22 febbraio e la cui priorità - come ha confermato il presidente Franco Bernabè - resta la riduzione del debito (già leggermente sceso a 29,9 miliardi a fine settembre dai 31,1 di giugno), c’è Fiat: dopo un trimestre in linea con le attese - con la performance della controllata americana Chrysler che ha bilanciato la debolezza dell’Europa - la società automobilistica ha deciso di non staccare la cedola.
“L’esposizione di Fiat Auto al mercato italiano la rende vulnerabile in una fase congiunturale difficile come questa”, spiega Marco Sticchi, gestore del fondo Nemesis Credit Opportunities. “Fiat è un emittente altamente ciclico, esposto alla propensione di spesa del consumatore nonché alla sua capacità di accedere a credito. Il settore auto europeo inoltre risente da tempo di un problema di sovracapacità”. D’altro canto, la crescita del fatturato sui mercati extraeuropei è senz’altro un punto di vantaggio del Lingotto. “Soprattutto in questa fase, in cui per l’Europa si attende una fase recessiva, riuscire ad avere sbocchi in altre aree è fondamentale”, dice Gabriele Roghi, responsabile gestioni patrimoniali di Invest Banca. “Fiat è un emblema di questa situazione: è un’azienda solo nominalmente italiana ma reagisce ai dati di vendita di Chrysler negli Stati Uniti e non a quelli disastrosi del proprio mercato continentale.
Al contrario, la congiuntura e la politica economica nazionale incidono fortemente sui titoli dei settori delle utilities, che per natura sono legate alla dimensione interna”. Oltre alla dimensione internazionale, a vincere la sfida dei conti sono le società dotate di cassa. Come Tenaris, che riporta il 23. “La società gode di una forte presenza negli emergenti, che rispetto all’Europa mostrano una crescita ancora vigorosa, oltre che dotata di forte liquidità. Dunque”, spiega Roghi, “potrebbe essere tra i vincitori del 2012”. A completare il quadro delle trimestrali di febbraio sono gli editoriali Rcs Mediagroup e Gruppo L’Espresso, con attese abbastanza negative da parte degli analisti, e Lottomatica.
“Da Lottomatica”, rivela Sticchi, “ci aspettiamo risultati molto buoni e in linea con le aspettative del mercato, che nel corso del 2011 sono state riviste al rialzo diverse volte. Lottomatica gode di un’ottima posizione di mercato in Italia e ha beneficiato della crescita delle lotterie nel 2011. Nel 2012 Lottomatica, attraverso la controllata americana, dovrebbe trarre vantaggio dall’innovazione del settore delle lotterie negli Stati Uniti. Lottomatica è un emittente attraente in una fase macroeconomica difficile grazie al carattere difensivo del business delle lotterie e alla sua posizione dominante nel mercato italiano. D’altra parte”, conclude l’esperto, “è esposta al rischio di un aumento dell’imposizione fiscale sul settore da parte dello Stato italiano”.


