prevista una crescita zero per l'eurozona
Threadneedle, nel 2012 crescita Pil mondiale +2,5%
Sarà il peggior risultato dell'ultimo decennio, con l'Occidente al palo a causa del deleveraging in corso e i paesi emergenti in ulteriore crescita
Nel 2012 la crescita globale del Pil in termini reali sarà pari “a circa il 2,5%, il peggior risultato da circa dieci anni se si escludono gli effetti causati dalla stretta creditizia nel 2009”. Lo sostiene Mark Burgess, Chief Investment Officer di Threadneedle, per il quale qualsiasi sia il destino dell’Eurozona “nell’occidente sviluppato le prospettive di crescita sono basse e la mano invisibile del deleveraging continuerà a limitare l’attività economica per diversi anni”.
Per il 2012 Threadneedle prevede attualmente “una crescita pari a zero nell’Eurozona e nel Regno Unito e una crescita del 1,5% negli Stati Uniti”. La situazione dei paesi sviluppati dovrebbe risultare in parte controbilanciata però dalla robusta crescita delle economie emergenti, la cui indipendenza rispetto all’andamento alle aree più sviluppate si dimostrerà un fattore sempre più importante.
I mercati azionari anche in uno scenario di bassa crescita rimangono interessanti secondo gli esperti britannici “perché i bilanci delle aziende sono solidi e molte società restituiscono liquidità agli azionisti attraverso sostanziosi dividendi o riacquisti di azioni. Inoltre in base a una serie di parametri le valutazioni azionarie sono molto interessanti rispetto all’andamento storico e a gran parte delle altre asset class”.
Tuttavia, pur prevedendo dei buoni ritorni a lungo termine sui mercati azionari è difficile prevedere con esattezza quando la situazione si sbloccherà, quindi per il momento il consiglio resta quello di privilegiare le società con management di lunga esperienza e modelli di business ampiamente rodati. “Nei prossimi mesi chi può contare su queste solide fondamenta probabilmente si rafforzerà ancora di più”.
Al contrario da tempo ci si interroga sullo status di porto sicuro dei titoli governativi “core” che con i rendimenti reali in territorio negativo portano i gestori a privilegiare nell’ambito del reddito fisso aree a più alto rendimento. Infine nel 2012 è prevedibile un andamento relativamente rialzista delle commodity: “Nonostante la crescita stagnante, le limitazione sul lato dell’offerta dovrebbero infatti sostenere i prezzi sul mercato del petrolio” concludono gli esperti.


