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Il gruppo ha chiuso i primi nove mesi con utile netto in calo

Ubi Banca, al via la semplificazione della struttura

creato da Daniel Settembre ultima modifica 28/02/2012 17:12

Adottate alcune misure per “l’affinamento del modello di servizio alla clienteala: addio a Centrobanca fusa con Banca 24/7 nella capogruppo. Polo Retail del Nord-Ovest

Una semplificazione che passa attraverso alcune operazioni strutturali.
In primis l‘assorbimento, attraverso la fusione, di Centrobanca e Banca 24/7 nella capogruppo tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 e, inoltre, l’unione tra la Banca Regionale Europea (Piemonte) e il Banco di San Giorgio (Liguria) per creare un polo retail per il Nord-ovest.

L’istituto, si legge nella nota, ha deciso di adottare alcune “operazioni per l’affinamento del modello di servizio alla clientela e la semplificazione strutturale del gruppo”.

In particolare verranno gestiti dalla capogruppo "su base divisionale" il segmento delle grandi aziende (large corporate) non legate al territorio, delle attività di investment banking e degli stock di credito al consumo.

Una riorganizzazione che prevede oneri una tantum per circa 27 milioni e investimenti da capitalizzare per circa 17 milioni, mentre a regime le sinergie annue stimate salgono a oltre 36 milioni di euro.

Intanto la banca di Bergamo ha fatto sapere di aver chiuso i primi nove mesi del 2011 con un utile netto in calo del 7,6%, a 182 milioni di euro.

Il Core Tier 1, l’indice di patrimonialità, a fine settembre era salito all’8,26%, grazie all’aumento di capitale avviato nel primo semestre dell’anno.

Il terzo trimestre del 2011 ha registrato un utile quasi dimezzato del 47,3% rispetto allo stesso periodo del 2010, ma in decisa crescita rispetto ai 5,4 milioni del secondo trimestre 2011.

Il margine d'interesse evidenzia è salito del 4% rispetto al secondo trimestre a 534,2 milioni, le commissioni nette calano di 0,2% a 292 milioni e le rettifiche sui crediti si riducono a 135,1 milioni.
I ricavi ricorrenti invece migliorano di 2,4%, il margine di interesse si è ridotto di 1,7%.

A pesare sui risultati del terzo trimestre, in particolare, la svalutazione della partecipazione in Intesa Sanpaolo per quasi 110 milioni, con conseguente perdita netta di circa 70 milioni rispetto all’attivo di 95 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso.

Per l’esercizio in corso i vertici di UBI Banca prevedono una tenuta del margine di interesse e delle commissioni, nonostante "il contesto attuale renda complesso prevedere l'evoluzione della gestione, a causa delle forti incertezze circa la risoluzione delle tensioni sui debiti sovrani e del possibile trasferimento degli effetti della crisi finanziaria sull'economia reale e, in particolare, sulla produzione industriale”.

Il management ha precisato che, alla luce dell’andamento dei mercati azionari, potrebbe rendersi necessario apportare ulteriori svalutazioni alla partecipazione in IntesaSanpaolo.

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Commenta Daniel Settembre | 15 novembre 2011 11:25
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