pesano le incertezze europee
Un 2012 rock 'n roll
Secondo gli esperti di Carmignac Gestion il potenziale di rialzo per i mercati è significativo ma occorre ancora mantenere un approccio prudente
Visto l’andamento dei mercati, sarà ancora necessario evitare (tutti) gli investimenti finanziari di lungo periodo? Secondo gli esperti di Carmignac Gestion “no, ma è senz’altro legittimo porsi la domanda dato che il 2011 è stato disastroso per gran parte di essi e talvolta ben lungi da adeguarsi al contesto macroeconomico”. In un 2011 “pieno di incertezze e di nuovi sviluppi, in buona parte di natura politica, la sola analisi corretta del quadro macroeconomico si è rivelata insufficiente”; la gestione del rischio è prevalsa, riuscendo ad ammortizzare la flessione dei mercati, “e anche se questa prudenza ci ha fatto perdere qualche punto di guadagno nelle fasi di rimbalzo tecnico dei mercati, rimaniamo fiduciosi che nel tempo essa rappresenti un punto di forza significativo della nostra gestione” spiegano gli esperti.
Ma quest’anno si annuncia più propizio? “Sebbene l’incertezza sulle prospettive economiche non sia diminuita - spiegano i gestori - i due temi principali, ossia la riduzione dell’indebitamento dei paesi occidentali e lo sviluppo dei consumi interni emergenti, potrebbero costituire un contesto favorevole per i mercati, tanto più che, al di fuori dell’Europa, il mondo non va poi così male. Il potenziale di rialzo dei nostri investimenti è significativo. Tuttavia, anche in questo inizio anno la gestione dei rischi deve a nostro avviso prevalere, soprattutto e in prima luogo a causa della situazione europea”.
Anche perché se la situazione della Germania resta “invidiabile” dato che è “l’unico paese della zona euro che si rifinanzia a 10 anni a tassi inferiori all’inflazione”, contemporaneamente “l’Italia è costretta a pagare il 7% ai suoi creditori sulle scadenze decennali. La situazione non è sostenibile. Il mandato della Bce deve essere ampliato per creare un solido scudo che dia tempo ai paesi di ristrutturarsi. In ogni caso, per il 2012 i tassi di riferimento nella zona euro devono imperativamente scendere ulteriormente e l’euro deve deprezzarsi. Le necessarie riforme strutturali nell’eurozona richiedono come condizione preliminare una svalutazione che permetta almeno ai paesi più deboli di ridivenire competitivi”.
In tutto questo l’economia americana “ha dimostrato una significativa resilienza”; Il rischio principale che pesa sull’economia statunitense “è di tipo politico. La battaglia elettorale sta davvero per iniziare e ogni speranza di riforma, in questo contesto, è vana. Per quanto riguarda l’eventuale sostegno monetario della Fed, almeno per il primo semestre esso sembra escluso”. I tassi di interesse dovrebbero quindi restare bassi e le previsioni di inflazione moderate. “Un contesto favorevole alle azioni, la cui valutazione, circa 13 volte gli utili 2011, resta interessante. Qual è il rischio principale? Un apprezzamento del dollaro che penalizzerebbe le imprese”.
La Cina e tutti i paesi emergenti “devono organizzare abilmente il loro “soft landing”. La situazione in Occidente dovrebbe favorire questo atterraggio morbido. La crescita attesa per questo universo di paesi resterà comunque di circa il 6%” secondo gli esperti di Carmignac Gestion. Non che non vi siano problemi, ma che in Cina i problemi “saranno risolti con la crescita e non con un susseguirsi di misure di austerità. Nel 2012 la crescita nominale del PIL dovrebbe essere prossima al 14% e quella degli impieghi creditizi dovrebbe essere analoga, ossia tra 7,5 e 8 trilioni di yuan. Avremo dunque un’economia che continuerà a creare ricchezza, ad un ritmo sostenuto, ma senza che il debito complessivo sfugga di mano”.
Il riorientamento delle economie emergenti verso la domanda interna e i consumi delle famiglie, “proseguirà e si intensificherà”. Inoltre, questi paesi dispongono di margini di manovra significativi in materia di stimolo monetario e fiscale. Infine, il deprezzamento delle valute nella seconda parte dell’anno e multipli di borsa inferiori a quelli dei mercati sviluppati “sono tutti elementi che rendono particolarmente interessanti gli investimenti sia obbligazionari che azionari di questo universo”.


