UniCredit, il via libera all'aumento non tocca gli investitori (+1,14%)
Una ricapitalizzazione che permetterà al gruppo di allineare i coefficienti patrimoniale secondo i dettami europei e di avere...
L'assemblea straordinaria degli azionisti dell'Unicredit ha approvato a larga maggioranza, il 97,89% del capitale presente, l'aumento di capitale da 7,5 miliardi.
L'offerta verrà lanciata nel primo trimestre del prossimo anno e sarà eseguita entro il 30 giugno.
L'aumento di capitale, a cui Fondazione Cariverona ha dato parere favorevole, sarà rivolto in opzione agli azionisti ordinari e di risparmio e avverrà a un prezzo da determinarsi al momento del lancio effettivo dell'operazione tenendo presente le condizioni di mercato, la performance di borsa del titolo, l'andamento economico, patrimoniale e finanziario dell'istituto nonche' alla "prassi di mercato applicata nel contesto di operazioni comparabili".
Grazie a questa ricapitalizzazione la banca di Piazza Cordusio dovrebbe riuscire a raggiungere i livelli patrimoniali richiesti in ambito europeo dai nuovi parametri di Basilea 3. Coefficiente di capitale primario passerà da 8,74% a 10,35% (+1,61%); Tier 1 ratio da 9,68% a 11,29% (+1,61%); Total capital ratio da 12,80% a 14,42% (+1,62%).
Decisione presa, inoltre, “anche al fine di proteggerci dalle società di rating” come ha dichiarato Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit.
In assemblea, intanto, il presidente Dietr Rampl ha letto l'ultimo aggiornamento del libro soci che non registra modifiche sostanziali se non marginali aggiustamenti. I tre azionisti libici, in particolare, mantegono le rispettive quote: Aabar Luxembourg al 4,9%, la Banca centrale libica al 4,9% complessivo e il fondo Lybian Investment Authority al 2,59 per cento.
L'assemblea ha poi approvato un aumento di capitale a titolo gratuito per nominali 2,5 miliardi “tramite imputazione a capitale di un pari ammontare prelevato dalla riserva sovrapprezzi di emissione”.
L'Italia avrebbe scongelato fondi della banca centrale libica, che ha il 4,9% della banca italiana, per consentirle "di esercitare i propri diritti relativi all'aumento capitale di Unicredit". Il valore della somma scongelata è pari a 375 milioni di euro, il livello necessario per la sottoscrizione della quota-parte dell'aumento da 7,5 miliardi. Somma che era stata congelata in seguito alla caduta del regime di Gheddafi. Un altro socio libico, la Libyan Investment Authority, possiede il 2,594%.
Gli altri soci principali sono Mediobanca, a cui fa capo il 5,2% in gran parte al servizio del prestito Cashes, il fondo Aabar (4,9%), Fondazione Cariverona (4,2%), Fondazione Crt (3,3%) e Carimonte (2,9%), poi Allianz con il 2% e Blackrock con il 4%.
Lo stesso numero uno di Unicredit Federico Ghizzoni ribadisce come il gruppo è “disponibile all'ingresso di nuovi soci in forma amichevole". Date le dimensioni dell'operazioni ha concluso “non è possibile che tutti i soci sottoscriveranno e quindi sono possibili modifiche dell' azionariato''.


