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cr alessandria fusa in banca di legnano

Bpm, mercato perplesso dall'esito del Cda

creato da Luca Spoldi ultima modifica 28/09/2011 10:18

Sembra tramontare l'ipotesi di un ingresso del fondo Sator di Matteo Arpe nel capitale, ai sindacati dei soci-dipendenti la maggioranza assoluta dei posti in CdS

Bpm che dopo i primi scambi accelera al ribasso a Piazza Affari, col titolo che tratta attorno a 1,58 euro per azione (-1,4%) dopo il via libera, annunciato da una nota giunta in nottata, al passaggio ad una governance “duale” con un Consiglio di Sorveglianza, nominato dall’assemblea, al quale viene conferito il potere di supervisione e controllo della gestione della banca, e di un Consiglio di Gestione (di 5 membri, tra i quali deve essere nominato un Consigliere delegato, che può coincidere con il direttore generale, posto a capo dell’esecutivo aziendale e chiamato a sovrintendere alla gestione della banca), nominato dal Consiglio di Sorveglianza, al quale è attribuito il compito di gestire e amministrare la banca e di definire gli indirizzi generali, programmatici e strategici del gruppo.

Una soluzione che non sembra convincere del tutto il mercato dato che nel Consiglio di Sorveglianza, composto da 17 membri, 11 consiglieri, dunque la maggioranza assoluta, saranno espressione della maggioranza (dunque vicini al sindacato dei soci-dipendenti) e solo 6 espressione delle minoranze, oltre a 2 membri eletti in base agli esistenti accordi con Fondazione Cr Alessandria e Credit Mutuel. Poco significativa pare anche l’ipotesi che i 6 consiglieri di minoranza 2 consiglieri siano nominati dagli investitori istituzionali (“a condizione che le relative liste ottengano il voto favorevole di almeno 100 soci o del 2% del capitale sociale”).

Quanto all’aumento di capitale, da completarsi entro fine anno, il controvalore si riduce, come avevano anticipato alcuni rumors ieri, da 1.200 a 800 milioni di euro, a fronte del previsto rimborso dei “Tremonti bond” a fine 2012. Nessuna conferma né smentita giunge sull’eventuale partecipazione all’operazione di investitori istituzionali come il fondo Sator di Matteo Arpe o il fondo Investindustrial di Andrea Bonomi, anche se sul Corriere della Sera un articolo a firma di Massimo Mucchetti dà ormai per tramontata l’ipotesi di un coinvolgimento dell’ex amministratore delegato di Capitalia.

Visto il minor esborso richiesto ai soci e fermo restando un pay out ordinario del 45% viene pertanto meno l’ipotesi di un dividendo straordinario nel corso del periodo individuato dal piano industriale. Il Cda ha infine autorizzato la prevista fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Alessandria nella Banca di Legnano prevedendo un rapporto di concambio di 3,95 azioni di Banca di Legnano post-fusione per ogni azione detenute in Cassa di Risparmio di Alessandria.

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Commenta 28 settembre 2011 10:20
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