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titoli petroliferi visti a rischio

Burgess (Threadneedle): ripresa a rischio, Bce taglierà i tassi

creato da Luca Spoldi ultima modifica 21/10/2011 16:23

I gestori britannici tagliano le stime sulla crescita mondiale e adottano un approccio difensivo che privilegia i settori anticiclici

Le prospettive dell’economia mondiale “continuano a rappresentare la principale fonte di preoccupazione per gli investitori” come ricorda in una nota Mark Burgess, Chief investment officer del gestore britannico Threadneedle. Le previsioni di crescita delle principali economie industrializzate “sono sempre inferiori alle stime consensuali, a causa degli effetti depressivi della riduzione dell’indebitamento volta a ridurre i livelli ingenti del debito pubblico e privato. L’aggravarsi del quadro della crescita e la debolezza dei mercati azionari non faranno che acuire il problema”. Per il prossimo anno i gestori britannici hanno pertanto ridotto le stime sul Pil britannico “all’1% appena, in considerazione dell’impatto rilevante dei tagli al settore pubblico e della debolezza del continente europeo, ossia del principale mercato di esportazione del Regno Unito”.

Sempre per il prossimo anno, sono state tagliate anche le aspettative di crescita del Giappone “nonostante un solido recupero dopo il sisma”, mentre è probabile “che Europa, Stati Uniti e paesi in via di sviluppo continueranno a patire il rallentamento della crescita rispetto ai precedenti livelli di attività”. Una delle conseguenze di queste taglio delle stime “è la nostra previsione attuale di un taglio dei tassi d’interesse della Banca Centrale Europea durante l’anno in corso. Anticipiamo una riduzione dei tassi ufficiali pari all’1% entro la fine dell’anno, alla luce della crescita zoppicante e del venir meno delle pressioni inflazionistiche” sottolinea Burgess.

Quanto ai settori e titoli su cui puntare, gli uomini di Threadneedle preferiscono per ora “i settori economicamente meno sensibili. Per esempio, abbiamo incrementato l’esposizione a sanità, beni di consumo primari e telecomunicazioni”, senza peraltro smettere di prestare “un'attenzione particolare alle società migliori di tutti i settori e, in particolare, a quelle caratterizzate da solidi bilanci e flussi di cassa”. Da sottopesare appare anche il settore petrolifero: “Prevediamo una sostanziale tenuta delle quotazioni petrolifere, vista l’offerta limitata e le scarse probabilità di un calo della domanda nonostante il rallentamento economico. Molti colossi petroliferi che dominano il settore dispongono di riserve limitate e faticano sempre più a reperire, a costi crescenti, nuovi approvvigionamenti. All’interno del comparto preferiamo le società di servizi petroliferi e di prospezione e produzione alle grandi major integrate”.

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