il nodo resta quello di un rafforzamento patrimoniale
Che succede in casa Ligresti?
Mentre il mercato si interroga sui soci dietro i due trust che in questi giorni sono usciti allo scoperto tra gli azionisti di Premafin, il gruppo nomina Goldman Sachs e Leonardo advisor
A Milano ci si interroga su chi sia tra i beneficiari dei due trust (The Heritage Trust e Ever Green Security) residenti in paradisi fiscali che in questi ultimi giorni hanno dichiarato di possedere complessivamente il 20% di Premafin (holding che controlla Fondiaria-Sai) ed in particolare se tali quote possono essere considerate in mani “amiche” della famiglia Ligresti, i cui rapporti con lo storico alleato Mediobanca si sono fatti piuttosto freddi da quando Piazzetta Cuccia ha iniziato a “suggerire” in modo sempre più pressante un aumento di capitale robusto per Fondiaria-Sai, nell’ordine dei 600 milioni di euro, che i Ligresti sembrerebbero voler invece evitare per non dover veder ulteriormente ridotta la propria presa sulla compagnia non disponendo delle risorse necessarie a coprire integralmente la propria parte.
Ma mentre radio borsa è impegnata a cercare di dare un volto ai misteriosi “soci occulti”, la stessa Premafin in una nota fa sapere di avere conferito oggi alla Leonardo & Co. di Gerardo Braggiotti (già advisor dei Ligresti per la ristrutturazione del debito della holding di famiglia, Sinergia) “un mandato di assistenza finanziaria finalizzato ad affiancare la società nella gestione dei rapporti di indebitamento e nelle valutazione dei possibili riflessi di interventi di capital management potenzialmente attuabili dalla controllata Fondiaria-Sai”. Mandato che segue quello conferito a Goldman Sachs dalla stessa Fondiaria-Sai nei giorni scorsi e che parrebbe una conferma della distanza che si è creata con Piazzetta Cuccia.
Possibile un’ulteriore accelerazione degli eventi di qui a fine anno, visto che in calendario il prossimo 19 dicembre c’è un incontro tra Leonardo e le banche creditrici di Sinergia, prima di Natale dovrà essere inviata una risposta alle osservazioni dell´Isvap (che lo scorso 24 novembre ha sollecitato l’attuazione di misure che consentano di riportare il solvency margin almeno al 120% contro il 111% di fine settembre e il possibile ulteriore calo, attorno al 105%, previsto per fine anno), mentre forse già nei prossimi uno o due giorni potrebbe essere inviata una lettera di risposta formale a Mediobanca.


