Facebook contro Apple: investimenti a confronto
Ian Warmerdam, co-manager dei fondi Henderson Global Technology e Henderson Horizon Global Technology fornisce un aggiornamento sui due giganti del settore tecnologico che stanno più che mai facendo notizia....
I rumors di un imminente sbarco in Borsa di Facebook si stanno facendo sempre più insistenti. Il famoso social network verrebbe valutato circa 100 miliardi di dollari, cifra che gli varrebbe lo scettro di maggiore ipo americana, detenuto finora da Google, che si è quotato nel 2004.
Ma per Ian Warmerdam, co-manager dei fondi Henderson Global Technology e Henderson Horizon Global Technology, la cautela è d’obbligo, aldilà che la vicenda possa presentare un investimento interessante per il futuro.
Anzi, proprio il grande tam tam che generano di solito i social media dovrebbe essere un campanello d’allarme e insieme un invito ad osservare la situazione con un occhio più critico; e soprattutto analizzare i dettagli (che per ora sono pochi).
L’analisi dell’Hype Cycle (cioè la rappresentazione grafica dell’evoluzione di una tecnologia e delle sue sotto componenti o derivazioni, attraverso le fasi di invenzione, picco di attenzione, ridimensionamento delle aspettative e dispiegamento delle sue effettive potenzialità presso il mercato) è infatti parte integrante della selezione di un titolo hi-tech.
“Preferiamo” dice Warmerdam “entrare in un secondo momento, quando l’onda di entusiasmo è passata, le prospettive di crescita rimangono forti e le valutazioni sono diventate più interessanti. Crediamo fortemente nel trend dei social-media e vorremmo davvero investire in Facebook, ma solo al giusto prezzo”.
Per Apple il discorso è in parte diverso, considerato gli ottimi (e continui) risultati trimestrali e anzi “i picchi di crescita e di utile devono ancora venire, visto il grande successo dei loro prodotti, i mercati ad alto potenziale di crescita e le previsioni tutto sommato caute”.
“La performance di Apple nel mercato azionario è stata eccezionale”, continua l’esperto, “spesso portando all’opinione sbagliata che le azioni dovessero essere costose. La verità è che l’apprezzamento dell’azione è stato minore dell’aumento degli utili e quindi il titolo si è de-prezzato”.
La società di Cupertino ha anche superato il rischio di una saturazione del mercato degli smartphone e l’impatto della scomparsa di Steve Jobs.
Ma, conclude Warmerdam , “abbiamo comunque mantenuto una posizione rilevante, convinti della solidità del loro sistema economico (ITunes, AppStore e ora servizi web), della loro posizione di leadership in alcuni dei mercati a più rapida crescita e, incredibilmente, del livello di valutazione molto interessante.


